venerdì 16 ottobre 2026
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Cronaca

Coronavirus, Serena Tonel: «Necessario rivitalizzare il commercio in genere»

Luca Marsi·

Oggi abbiamo il piacere di avere come ospite in video conferenza l’Assessore al commercio, ai teatri ed eventi Serena Tonel. 

 
- Il tema del commercio è sicuramente un tema delicato, che visto il periodo di emergenza da Coronavirus, ne riscontrerà effetti negativi. Come sta reagendo il mercato di Trieste?
«Ci sono interi settori completamente fermi per norma, all’interno del settore commerciale, ma anche il settore che compete gli artigiani, i professionisti e diciamo in generale il popolo delle Partite IVA ha subito uno shock. Quindi sono tanti coloro che da un mese a questa parte, sono impossibilitati ad esercitare, e di fatto non hanno introiti in genere. Si trovano, nonostante il fermo, a dover garantire l’apertura dell’attività, per casi eccezzionali, e a dover provvedere al pagamento di certe spese, di provvedere agli stipendi in determinati casi. Il momento è davvero molto critico, non abbiamo certezza di quando si troverà una soluzione e della modalità con la quale si allenteranno le norme per il distanziamento sociale».
 
- E come Consigliere Comunale, come membro della Giunta Comunale, che cosa state facendo per aiutare questo popolo dei liberi professionisti, delle partite Iva?
«Come comune di Trieste, in accordo anche con il Vicesindaco Polidori al bilancio, ma in modo concorde tra tutta la maggioranza, abbiamo varato una prima soluzione che prevede la sospensione dell’imposta Tari e Cosap, per quanto riguarda gli esercizi pubblici della città. Non potrà essere solo questo, ma andrà in aggiunta alle misure che verrano prese dal Governo e dalla Regione. Non ci si può limitare a misure di assistenza, che sono comunque doverose. Bisogna pensare che tante delle persone che ora si trovano nelle condizioni di richiedere assistenza sociale, prima non lo necessitavano, è dunque un panorama completamente nuovo da dover fronteggiare. 
Tornando a quelli che sono gli interventi del Comune, si diceva prima, allenatore la pressione fiscale delle tasse, e attenderemo di vedere quelle che sono le ulteriori misure messe a disposizione dalla Regione, e del Governo poi. Per poter ottimizzare gli interventi, per non andare a creare sovrapposizioni». 
 
- Le associazioni di categoria saranno sicuramente d’assalto, con loro si è trovata una sinergia, un modo per poter ripartire poi al meglio?
«In queste settimane c’è stata una fitta interlocuzione per capire e chiarire di giorni in giorno, su quali fossero le attività consentite e non, e come svolgerle. Ad esempio i servizi essenziali e le attività di commercio delle stesse, per mantenere fede alle norme di sicurezza. Poi un’altra soluzione che stiamo cercando di concedere ad alcune attività è il servizio a domicilio. Ovvio che rimangono scoperte e inattive alcune categorie. Faremo dei tavoli di confronto per capire quale potrà essere la ripartenza, perché potrebbero essere necessarie dei cambiamenti, di cui si parlava già prima che imperversasse l’emergenza coronavirus, per rivitalizzare il commercio in genere».
 
- Per quanto riguarda la sua delega ai teatri, cosa ci può dire sulla questione “Teatro Verdi”?
«Mentre per i teatri di prosa, si può pensare al periodo estivo come un momento florido, di ripartenza, per quanto riguarda il Teatro Verdi c’è una difficoltà in più, che riguarda proprio il corpo dell’orchestra e il corpo artistico. Un numero molto consistente di persone che andrebbe a creare assembramenti, ma le prove, d’altro canto, non possono essere messi in atto a distanza. L’idea per ripartire è quella di fare gli spettacoli all’aperto, magari quest’estate.
Un’altro problema, riguardo al Teatro Verdi, sono ad esempio le scenografie, e gli allestimenti, che andrebbero a comportare dei costi di non poco conto. Bisognerà studiare con il Teatro quali potrebbero essere delle situazioni percorribili».
 
- Ora i teatri so o chiusi già da un mese, ma come vede lei la prossima stagione? 
«I maggiori teatri che abbiamo sono degli enti a fortissimo intervento pubblico, quindi sarà necessario anche da parte dello stato un contributo al comparto della cultura, e mi preoccupano anche i teatri di iniziativa privata».
 
- Inoltre, alla riapertura, ci potrebbero essere ulteriori problemi, ad esempio il Teatro in questione non potrà ospitare tutti i posti a sedere, ma solo una percentuale. Che effetto pensa potrebbe provocare?
«A inizio emergenza c’era chi riteneva impercorribile la soluzione di riempire le sale in maniera contingentato, per più ragioni. E in più in queste settimane abbiamo constatato che riempire una sala, seppur con gli individue distanziati a dovere, ma per una lasso di tempo prolungato, non è una strada percorribile. 
Io credo che la ripresa di realtà è di attività teatrale, siano strettamente correlate a quanto dichiarerà e delibera la comunità scientifica».
 
- Prima ha parlato di eventi estivi, è preoccupata per un possibile rinvio o annullamento di tutto gli eventi? 
«Qui sarà necessario il parere scientifico e tecnico, per sapere in che modo e se sarà possibile allestire degli spettacoli magari in luoghi aperti, per la salvaguardia della salute. Credo che ci si dovrà attendere ad una massima cautela, a tutele di tutti».
 
- Abbiamo visto, anche sui social, tante persone rinuncino a voler chiedere il rimborso dell’abbonamento, in segno di solidarietà. 
«È un supporto ai teatri, davvero molto apprezzato. Esteso a chi può permetterselo, ma per il settore è linfa. Un grande messaggio, di tutti coloro che hanno a cuore questo settore».
 
- La vita in quarantena, lei come la sta passando?
«Si lavora molto, in video conferenza, e ci sono molto più impegni, più di prima. Abbiamo approvato in giunta quest’oggi, il sistema di erogazione dei buoni. 
Oltre a questo, ringrazio di avere la salute, non è un momento piacevole sicuramente, ma c’è anche chi sta male davvero».

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