Coronavirus, ri-positivizzazione dell'anziana ospite: precisazioni dell'Itis
“La ripositivizzazione del tampone è possibile, merita approfondimento clinico ma non deve destare allarmismi in quanto fenomeno relativamente comune e verosimilmente espressione della presenza di particelle virali non più dotate di potenziale infettante”. Lo afferma il professor Roberto Luzzati, Capo Dipartimento di Ematologia, Oncologia e Malattie Infettive dell'Ospedale Maggiore nonché Coordinatore della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Trieste, a seguito della nuova positività di un'anziana ospite all'ITIS nella residenza Ciclamino e che “per due volte consecutive - così Aldo Pahor, presidente della struttura di via Pascoli - precisamente il 9 e l'11 maggio scorso, era risultata negativa al tampone, quindi dichiarata guarita secondo le linee guida dell'Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano-Isontina”. La notizia della positività è giunta in ITIS tanto inaspettata quanto incomprensibile e ha convinto la Direzione a ritornare precauzionalmente in lockdown.
Dall'inizio della pandemia COVID-19 ampie conoscenze sono state acquisite ma alcuni interrogativi devono ancora essere definiti. Un punto nodale riguarda la durata della contagiosità dei pazienti risultati positivi al virus. “Il tampone nasofaringeo, il migliore standard diagnostico attuale, è in grado di identificare – precisa il professor Luzzati - la presenza di materiale genetico virale, tuttavia la positività del tampone non è sinonimo della presenza di virus “vitale” e quindi di contagiosità, ma talora riflette la presenza di particelle residue di virus “morto”. Questo è particolarmente vero per i tamponi eseguiti dopo le prime due settimane dall’insorgenza dei sintomi come dimostrato da recenti studi eseguiti mediante colture virali”.
Questi studi dimostrano che la maggior parte delle positività al tampone dopo 2 settimane dai sintomi identificano la presenza di particelle di virus non più vitale e quindi incapace di infettare. “In particolare – conclude Luzzati - è stato documentato che tra il 10 e il 20% dei pazienti che si negativizzano al tampone, possono risultare “nuovamente” positivi se successivamente ritestati con il tampone”.
Le conseguenze della notizia della positività all'ITIS sono state gestite tempestivamente e in maniera coordinata dall'Ente di via Pascoli assieme ai medici dell'USCA e all'Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano-Isontina agevolando in poche ore la pronta effettuazione dei tamponi sugli anziani e sugli operatori della residenza Ciclamino e il riscontro del loro esito, l'isolamento della residenza e il lockdown di tutto il comprensorio di via Pascoli. I tamponi eseguiti sono risultati tutti negativi, pertanto l'ITIS, in esito alle indicazioni sanitarie ottenute, dispone la riapertura delle visite dei familiari delle persone di tutte le residenze a partire da martedì 23 giugno prossimo.
La visita del proprio familiare è di fondamentale importanza per il benessere psico-fisico dell'anziano residente in una struttura. Ne è pienamente consapevole Asugi che ha già autorizzato l'accesso per visite ai parenti al 90% delle strutture previa verifica, naturalmente, della predisposizione e del rispetto dei protocolli di sicurezza sanitaria.
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