Coppia di invalidi triestini prigioniera in casa, disperata richiesta d'aiuto
Ormai sappiamo tutti cosa significhi non poter uscire di casa, chi in maniera più forte e chi invece ne ha avuto solo una breve esperienza. Ma adesso che non siamo più all'inizio della tragica pandemia, e che la vita sta a poco a poco riprendendo le sue solite sembianze, avere la possibilità di uscire appare necessario e, anzi, rivendicato, soprattutto quando si tratta di mobilità personale.
A sollevare la questione è il signor Sergio Milani, che assieme alla moglie è invalido in sedia a rotelle e impossibilitato ad uscire di casa a causa di sette gradini presenti nell'atrio del suo condominio, "la nostra condanna a rimanere a casa. A chi rivolgersi?", come scrive in un post su Facebook. Finora ad aiutarli sono presenti le figlie, e proprio una di loro ci spiega che "sono 5 mesi che i miei genitori sono chiusi in casa e riescono a fare visite mediche solo chiamando l'ambulanza che mette a disposizione le attrezzature necessarie. I miei genitori vivono al quinto piano in uno stabile del Comune e, nonostante ci sia l'ascensore, non è adatto a contenere una carrozzina. Ora, noi possiamo anche sorreggerli in ascensore, ma a fare quei gradini chi ci aiuta?".
Il signor Milani e la moglie sono lucidissimi anche se non hanno più vent'anni, ma nelle loro condizioni fisiche non riescono a gestirsi in autonomia. Per questo motivo, sempre grazie all'aiuto della famiglia, vorrebbero ricevere delle indicazioni anche a nome di chi vive una situazione simile alla loro, o peggiore. Infatti, la figlia continua: "loro sarebbero sempre accompagnati, ma gli anziani che si ritrovano da soli? Da chi devono ricevere supporto, e in che modo? Basterebbe magari mettere una rampa. Soprattutto tenendo conto che siamo a Trieste, una città in cui il tasso di anzianità è estremamente elevato".
Nonostante la famiglia abbia ricevuto una vera dimostrazione di solidarietà e ascolto da parte di chi di dovere - e dunque ciò attesta che il supporto c'è, per quanto fragile -, è necessario che si attivi un sistema di comunicazione quasi automatico nel trattare questo tipo di situazioni, che esistano già delle indicazioni in modo che i diretti interessati sappiano cosa fare e a chi rivolgersi, se non direttamente assistiti dai servizi sociali.
La segnalazione, oltre a voler risolvere il problema, è volta a mettere in luce l'esistenza di queste realtà che, se taciute, rischiano di rimanere nell'ombra, inascoltate, e rendono difficile vivere una quotidianità che è sempre più vacillante e che purtroppo accumula non poche persone.
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