sabato 10 ottobre 2026
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Cronaca

Caso Resinovich, consulenti della famiglia: "corpo occultato in ambiente chiuso a basse temperature, non basta dire che è suicidio"

Luca Marsi·
"Il cadavere di Liliana è stata occultato, sicuramente in un ambiente protetto e chiuso, e non all'aperto. L'ipotesi del congelamento è stato esclusa dalla Procura ma non si sa perché: dire che non ci sono prove che sia stato un omicidio non basta a dire che sia un suicidio”. Queste le parole del professor Vittorio Fineschi dell’Università di Roma “La Sapienza” che, assieme al dottor Stefano D’Errico dell’Università degli Studi di Trieste, è stato incaricato dalla famiglia di Liliana Resinovich di svolgere una consulenza tecnica per riesaminare i risultati dell'indagine. Stando alle dichiarazioni del consulente - come riporta Fanpage -, dunque, non è da escludere che il corpo della donna sia stato congelato o conservato a temperature molto basse e controllate, "come una cella frigorifera o un'ambiente naturale come una grotta o una foiba". Secondo l'esperto dell'ateneo romano, "il 5 gennaio, ovvero quando il cadavere è stato ritrovato, doveva essere fatta la rilevazione della temperatura che non è stata fatta". “L'autopsia sul corpo di Liliana è stata effettuata il giorno 11 e in quei sei giorni il corpo di Lilly è stato conservato a una temperatura controllata, ma superiore ai 12 gradi, che consente lo sviluppo di fenomeni putrefattivi, questo ci porta a dire che l'epoca della morte è tutta da interpretare”. Tutto ciò testimonia la necessità di svolgere ulteriori indagini e gli approfondimenti opportuni per stabilire definitivamente come Liliana Resinovich sia morta.

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