Barcolana, stretta della Finanza: 43 violazioni sugli incassi e 11 posizioni lavorative irregolari

Un'imponente macchina di controlli fiscali e commerciali ha accompagnato la 58ª edizione della Barcolana, manifestazione che, secondo quanto comunicato dalla Guardia di Finanza, ha fatto registrare a Trieste un picco di 500.000 presenze, determinando un forte aumento delle transazioni commerciali e l'arrivo temporaneo di operatori economici provenienti anche da altre regioni.
Accanto al dispositivo di sicurezza predisposto a terra e in mare insieme alle altre Forze di Polizia, le Fiamme Gialle hanno intensificato le attività ispettive contro evasione fiscale, lavoro sommerso e abusivismo commerciale.
Il bilancio finale parla di 43 violazioni relative agli obblighi sugli incassi e sul collegamento tra POS e registratori telematici, 11 violazioni riguardanti posizioni lavorative irregolari e altre 5 per abusivismo commerciale, con il sequestro di 3.000 articoli.
POS e registratori di cassa nel mirino
Uno degli aspetti centrali dei controlli ha riguardato il collegamento tra registratori di cassa telematici e strumenti di pagamento elettronico, come POS e app.
La Guardia di Finanza ricorda nel comunicato che l'obbligo è in vigore dal marzo di quest'anno per effetto della Legge di Bilancio 2025.
Il sistema consente che i pagamenti elettronici effettuati negli esercizi commerciali al dettaglio vengano registrati e trasmessi all'Agenzia delle Entrate, permettendo così il confronto telematico tra gli incassi effettivamente ricevuti e gli scontrini emessi.
L'obiettivo è impedire che incassi digitali possano essere sottratti alla certificazione fiscale o transitare attraverso rapporti bancari estranei all'attività aziendale.
Alcune imprese non avevano collegato POS e registratore
Durante gli interventi effettuati in occasione della Barcolana è emerso che alcune imprese presenti alla manifestazione non avevano provveduto al collegamento previsto dalla normativa.
Secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, le situazioni riscontrate hanno riguardato principalmente operatori attivi nei settori enogastronomico e dell'intrattenimento.
Ma dai controlli è emerso anche un comportamento differente e particolarmente significativo.
«Il POS non funziona», ma per la Finanza il guasto non esisteva
In alcuni casi gli esercenti avevano regolarmente effettuato il collegamento dei dispositivi, ma avrebbero adottato un'altra strategia.
Secondo quanto comunicato dalle Fiamme Gialle, alcuni operatori, soprattutto nelle ore serali, rappresentavano ai clienti inesistenti malfunzionamenti dei sistemi POS.
In determinate situazioni sarebbero state addirittura esposte alle casse apposite comunicazioni scritte per informare la clientela del presunto problema tecnico.
Per la Guardia di Finanza, però, quei malfunzionamenti erano inesistenti e la condotta sarebbe stata finalizzata a sottrarsi alla trasmissione automatica all'Agenzia delle Entrate dei corrispettivi elettronici incassati.
Un particolare che rende questo uno degli elementi più rilevanti emersi dall'attività ispettiva condotta durante i giorni della Barcolana.
Controllati anche i pagamenti in contanti
L'attività non si è limitata ai pagamenti elettronici.
I finanzieri hanno controllato anche le normali operazioni commerciali regolate in contanti, verificando il rilascio del documento fiscale previsto.
Parallelamente sono stati effettuati accertamenti sulla regolarità delle posizioni lavorative e su eventuali fenomeni di abusivismo commerciale.
Una strategia di controllo quindi articolata su più fronti, resa ancora più significativa dall'enorme movimento di persone e attività economiche prodotto dalla manifestazione.
43 violazioni sugli incassi e 11 sul lavoro
Il bilancio finale restituisce la dimensione dell'operazione.
Sono state contestate 43 violazioni per irregolarità relative agli obblighi in materia di rilevamento e certificazione degli incassi commerciali e al collegamento tra POS e registratori telematici.
A queste si aggiungono 11 violazioni relative a posizioni lavorative irregolari.
Il comunicato non specifica ulteriormente la natura delle singole irregolarità lavorative riscontrate e, pertanto, non è possibile ricondurle automaticamente a una specifica fattispecie.
Abusivismo commerciale, sequestrati 3.000 articoli
Un terzo fronte dell'attività ha riguardato l'abusivismo commerciale.
In questo settore sono state contestate 5 violazioni, accompagnate dal sequestro di 3.000 articoli.
Tra la merce interessata figurano abbigliamento, accessori e oggettistica per la casa, con violazioni contestate in materia di Codice del consumo.
Anche in questo caso è importante distinguere il dato: il comunicato parla di violazioni del Codice del consumo e non qualifica automaticamente i prodotti sequestrati come merce contraffatta.
Barcolana, il grande movimento economico sotto la lente della Finanza
La 58ª Barcolana si conferma così non soltanto un gigantesco evento sportivo e turistico, ma anche un momento nel quale il volume straordinario delle attività economiche richiede un rafforzamento dei controlli.
Con un picco indicato di 500mila presenze, migliaia di turisti e numerosi operatori economici temporaneamente presenti in città, la Guardia di Finanza ha affiancato al dispositivo di sicurezza un'attività specificamente dedicata alla tutela della legalità economica.
Il risultato è condensato nei numeri: 43 violazioni sugli obblighi fiscali e sui sistemi di pagamento, 11 relative alle posizioni lavorative e 5 per abusivismo commerciale, oltre a 3.000 prodotti sequestrati.
E tra i riscontri effettuati spicca soprattutto quello dei presunti guasti al POS che, secondo la Guardia di Finanza, in alcuni casi non esistevano affatto.
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