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Cronaca

Barcola, una parola in dialetto riporta indietro nel tempo: “Orpo, quanto che no sentivo camoma”

redazione·
Barcola, una parola in dialetto riporta indietro nel tempo: “Orpo, quanto che no sentivo camoma”

A volte basta una sola parola per riaprire un cassetto della memoria. Nessun evento straordinario, nessuna ricorrenza particolare. Solo una parola pronunciata quasi per caso, capace però di riportare alla mente immagini, persone e momenti che sembravano lontanissimi.

È quanto racconta una lettrice triestina che nella giornata di martedì 2 giugno 2026, passeggiando a Barcola, è rimasta colpita dall'aver sentito pronunciare un termine che da anni non le capitava più di ascoltare: “camoma”.

«Orpo, quanto che no sentivo camoma», è stato il suo immediato commento, condiviso con un sorriso e con una punta di nostalgia.

Parole come questa rappresentano molto più di una semplice espressione dialettale. Sono frammenti di storia quotidiana, piccoli tesori linguistici tramandati di generazione in generazione che raccontano l'identità di una città e delle persone che la abitano.

In una Trieste sempre più moderna e internazionale, il dialetto continua infatti a conservare un ruolo speciale. Non solo nelle famiglie o tra gli anziani, ma anche nelle conversazioni spontanee che ancora oggi animano rioni, mercati, osmize e passeggiate sul lungomare.

La segnalazione della lettrice diventa così l'occasione per riflettere sul valore delle parole che rischiano lentamente di scomparire dall'uso quotidiano. Termini che per molti giovani possono risultare sconosciuti, ma che per intere generazioni evocano immediatamente ricordi, affetti e scene di vita vissuta.

Barcola, con il suo lungomare frequentato da triestini di ogni età, si è trasformata per un attimo in una macchina del tempo linguistica. Una parola ascoltata per caso ha riportato alla luce un pezzo di quella Trieste autentica che vive ancora nelle espressioni dialettali, nei modi di dire e nelle sfumature di una lingua che continua a essere parte integrante dell'anima cittadina.

E chissà quanti, leggendo questa storia, avranno pensato la stessa cosa: «Orpo, quanto che no sentivo camoma».

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