giovedì 15 ottobre 2026
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Cronaca

Associazione Tattoo Crew: «Chi ha la possibilità di mantenere i protocolli deve riaprire»

Luca Marsi·

Continuano le dirette pomeridiane di Trieste Cafe, ospite della puntata del 5 maggio una categoria di lavoratori forse lasciata in secondo piano ancor più delle altre, se non addirittura totalmente messa da un lato per ora, i tatuatori.

 

Carlo Bonci, Presidente dell’associazione Tattoo Crew, all’interno del proprio settore segnala le stesse problematiche rilevate da tanti altri, incertezza e confusione: «siamo stati generalizzati, con un codice Ateco generico, uno non nostro» spiega «abbiamo scritto una lettera alla Regione nella quale facciamo presente i nostri protocolli».

 

All’interno degli studi che offrono questo tipo di servizio le accortezze sanitarie si sprecano: prima ancora della pandemia i protocolli per i tatuatori hanno sempre previsto stanze sterili, guanti e mascherine, assieme a disinfezione degli strumenti in autoclave «protocolli su protocolli che si aggiungono col passare degli anni, noi eravamo e siamo già pronti». 

 

Annuncia Bonci che nella giornata di domani l’intero comparto, con i titolari dei tattoo shops di diverse regioni, organizzerà un Flash Mob per spingere verso la riapertura. Un gesto simbolico, che prevede l’apertura delle porte degli studi, all’interno dei quali i titolari scatteranno un selfie e lo posteranno su internet per «essere presi in considerazione. Non vogliamo manifestare all’esterno e la nostra presenza all’interno dei locali è giustificata poiché stiamo sanificando». L’intera categoria chiede «una valutazione dei nostri protocolli, mostreremo dissenso, non abbiamo nulla a che fare con le categorie alle quali stiamo stati equiparati».

 

Una nuova modalità di prenotazione è già prevista per la riapertura, gli appuntamenti saranno «solo online o prenotabili telefonicamente, nello studio solo operatore e cliente, in una stanza che è sempre stata sterile, anche prima del virus».

 

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