Arrotondava i guadagni del bar spacciando droga nel locale (dietro via Torino)
Circa 350 grammi di marijuana di ottima qualità, quasi 15.000 € in contante, nonché cinque piante di marijuana messe a coltura e con infiorescenze mature in una serra attrezzata con sistemi di illuminazione.
È il bilancio di attività svolte nel corso della mattina del 18 giugno scorso dalla sezione “antidroga” della Squadra Mobile, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Trieste.
Gli arrestati sono entrambi italiani rispettivamente A. R. del 1980 e C. A. del 1961 con precedenti specifici.
Il primo è titolare di un bar alle spalle di via Torino presso il quale deteneva a fini di spaccio la droga destinata ai clienti; diverse le cessioni accertate con relativi sequestri.
In una circostanza, aveva anche spedito circa dieci grammi di marijuana via posta ad un cliente residente in Piemonte; la droga era stata intercettata dagli investigatori e sottoposta a sequestro.
Le risultanze di indagine acquisite hanno determinato il P.M. titolare del fascicolo ad emettere dei decreti di perquisizione nei confronti di A. R. e di C. A., questi ritenuto il fornitore del primo.
Pienamente positivi i riscontri.
A carico di C.A. sono stati trovati oltre 112 grammi di marijuana occultati tra la propria autovettura ed all’interno dell’esercizio commerciale di cui è titolare, oltre che alla somma in contante di circa 1000 €. In abitazione, inoltre, è stata scoperta una serra costruita con sistema di illuminazione a luci violette a led, termo igrometro e struttura con dispositivo riflettente per amplificare l’illuminazione, al cui interno erano messe a colture delle piante di marijuana, alcune delle quali con delle infiorescenze mature.
C. A. invece è stato trovato in possesso di circa 240 grammi di marijuana, nonché di quasi 14.000€ in contante in banconote di diverso taglio.
Ultimati gli atti di rito, sequestrati stupefacente e contanti, considerate le risultanze investigative, i due sono stati tratti in arresto e posti ai domiciliari a disposizione della Procura della Repubblica di Trieste che coordina le indagini.
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