«Aggredito un poliziotto nell'atrio della Questura», denuncia di Fsp Polizia di Stato
« Purtroppo neanche le tragedie insegnano qualcosa - tuona il segretario generale provinciale FSP Polizia di Stato ALESSIO Edoardo - non più di 5 mesi fa tutta la Polizia di Stato e la città di Trieste piangeva la prematura è tragica scomparsa dei due colleghi Rotta e Demenego per mano assassina, da parte di un criminale presso la Questura , si supponeva che dopo la tragedia immane che ci ha colto tutti nel profondo del cuore si sarebbe visto qualche sostanziale cambiamento di rotta sulla sicurezza dei colleghi e sulle decisioni della Magistratura nei riguardi delle aggressioni alle F.O. , invece , proprio ieri pomeriggio, i colleghi in forza presso l’entrata della Questura hanno dovuto affrontare un facinoroso che , giunto presso la sede di via Tor Bandena , ha dato in escandescenza per futili motivi ed ha aggredito un collega mandandolo al pronto soccorso del locale Nosocomio di Cattinara . Prontamente arrestato dal personale di vigilanza per aggressione e lesioni a pubblico ufficiale, il soggetto è stato immediatamente scarcerato». Lo sottolinea il Il segretario generale provinciale FSP POLIZIA DI STATO ALESSIO Edoardo
« Ora - conclude la nota - ci chiediamo : “ ma che segnale vogliamo infondere ai criminali ? Che si può delinquere e sopratutto aggredire chiunque senza avere la giusta punizione modello Monopoli , esci di prigione senza passare dal via ? “ - continua il segretario provinciale FSP Alessio Edoardo -“ siamo sconfortati da queste decisioni giuridiche che , pur lecite , non ci permettono di lavorare con la serenità che qualsiasi operatore dovrebbe avere per affrontare un lavoro duro è difficile come il nostro».
Conclude il segretario - “ confido fortemente che , prima possibile , si possano notare dei cambiamenti giuridici sostanziali da parte della Magistratura, per dare un segnale forte alla comunità e agli operatori delle F.O. sul territorio che in questo momento si sentono spogliati dalle loro sicurezze e scherniti nella loro professionalità . “
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