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Cronaca

A4, svolta digitale ai caselli: contactless in crescita e pedaggi invariati almeno fino al 2029

redazione·
A4, svolta digitale ai caselli: contactless in crescita e pedaggi invariati almeno fino al 2029

Oltre 2,3 milioni di pagamenti contactless durante l’esodo e il controesodo estivo, meno utilizzo del contante e una forte riduzione delle ore di coda ai caselli di Latisana e San Donà di Piave. Sono i risultati comunicati da Autostrade Alto Adriatico, che collega il miglioramento della fluidità dei transiti agli investimenti nell’ammodernamento tecnologico dei propri caselli.

La concessionaria, che gestisce tra le altre la A4 Venezia-Trieste, ha portato da 36 a 60 le porte abilitate al contactless tra il 2025 e il 2026, aumentando anche quelle con telepedaggio in uscita, passate da 37 a 43.

L’innovazione affianca gli interventi sulla rete e il nuovo piano economico finanziario, che prevede 1 miliardo e 888 milioni di euro di investimenti e pedaggi invariati almeno fino al 2029.

Una rete attraversata da quasi 55 milioni di mezzi

La rete di Autostrade Alto Adriatico è attraversata da quasi 55 milioni di mezzi, circa 18 milioni in più rispetto al 2003. Una crescita che riguarda gli spostamenti di pendolari e turisti e il trasporto delle merci tra l’Italia e l’Est Europa.

Per rispondere all’aumento dei flussi, la società continua a investire nella costruzione della terza corsia, un’opera dal costo complessivo superiore ai due miliardi di euro, e nella manutenzione, alla quale destina oltre 20 milioni di euro annui.

A questi interventi si aggiunge la riqualificazione tecnologica dei 15 caselli della concessionaria.

Dalle cabine ai software, il rinnovo dei caselli

Nell’ultimo anno Autostrade Alto Adriatico ha avviato un processo di ammodernamento delle cabine, con l’aggiornamento degli impianti di pagamento elettronico e digitale, dei sistemi di telepedaggio e del software di gestione.

L’obiettivo è accelerare le operazioni al casello e rendere più scorrevole il traffico.

L’espansione del contactless è particolarmente evidente nel confronto con il 2024, quando le porte abilitate erano appena tre, tutte al Lisert. Sono diventate 36 nel 2025 e 60 nel 2026.

Il contactless supera i 2,3 milioni di pagamenti

Nei dati riferiti all’esodo e al controesodo estivo, su 11 milioni e 59mila transiti in uscita registrati sull’intera rete, i pagamenti con carta bancaria sono stati 2 milioni e 554mila. Erano 2 milioni e 124mila nel 2025 e un milione e 596mila nel 2024.

All’interno di questo totale, le operazioni contactless hanno raggiunto 2 milioni e 339mila, contro un milione e 430mila nel 2025 e 67.791 nel 2024.

La modalità permette di pagare avvicinando alla cabina una carta bancaria o un dispositivo abilitato, come il telefonino, senza inserire la carta e senza digitare il codice PIN. La sperimentazione è stata promossa attraverso i pannelli a messaggio variabile e i canali social della società.

Il contante continua a diminuire

Parallelamente cresce la distanza dai pagamenti in contanti. Le transazioni sono scese da 2 milioni e 702mila nel 2024 a 2 milioni e 320mila nel 2025, fino a un milione e 799mila nel 2026.

Secondo la concessionaria, la maggiore diffusione dei sistemi digitali consente di velocizzare il passaggio alle cabine, con benefici sulla scorrevolezza della circolazione.

Latisana, da 40 a quattro ore di coda

Il cambiamento emerge soprattutto nei caselli utilizzati dai turisti diretti alle località balneari.

A Latisana, dove nel 2024 non erano presenti postazioni contactless, gli utilizzatori sono passati da 69mila nel 2025 a 233mila nel 2026.

La società riferisce una contemporanea riduzione delle ore di coda: dalle 40 registrate nel 2025 alle quattro del 2026.

San Donà di Piave, pagamenti quadruplicati e code ridotte

Anche a San Donà di Piave la crescita è marcata: gli utilizzatori del contactless sono saliti da 42mila nel 2025 a 169mila nel 2026, circa quattro volte tanto. Nel 2024 le postazioni non erano ancora installate.

Nello stesso confronto, le ore di coda sono passate da 56 a tre. Autostrade Alto Adriatico indica questi risultati tra i benefici dell’ammodernamento tecnologico sul traffico estivo.

Quasi 1,9 miliardi di investimenti nel nuovo piano

Il potenziamento digitale si inserisce nel quadro del raddoppio degli investimenti annunciato dalla concessionaria, anche a seguito del via libera del Cipess al Piano economico finanziario.

Il Pef prevede investimenti per 1 miliardo e 888 milioni di euro, destinati in gran parte al completamento della terza corsia, alla manutenzione straordinaria e alla ricostruzione di ponti e viadotti.

Gli interventi puntano a garantire la sicurezza della rete, recependo anche la normativa tecnica sopravvenuta. Un miliardo di euro è previsto nei prossimi cinque anni.

Pedaggi fermi almeno fino al 2029

Nonostante gli investimenti programmati, il nuovo piano prevede tariffe inalterate almeno fino al 2029, senza contributi dello Stato.

Secondo quanto sottolinea la società, questo porterà a 11 anni consecutivi senza aumenti dei pedaggi sulla rete di competenza, a fronte di un’inflazione finora cresciuta del 26% nel periodo considerato.

Monaco: «È la terza corsia digitale»

Il presidente di Autostrade Alto Adriatico, Marco Monaco, definisce l’innovazione una missione fondamentale dell’azienda.

«È la terza corsia digitale che ci consente di diminuire le code e conseguentemente portare benefici in termini di sicurezza e di sostenibilità ambientale», afferma.

Monaco giudica positivi i primi risultati e annuncia il proseguimento del lavoro: le strutture della concessionaria stanno approfondendo ulteriori soluzioni tecnologiche per migliorare il servizio, anche attraverso l’utilizzo di fondi comunitari.

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