Procedura innovativa in ASUGI per il trattamento della fibrillazione atriale

Nelle Sale di Elettrofisiologia della Struttura Complessa di Cardiologia di Trieste (diretta dal prof. G. Sinagra) sono stati eseguiti con successo i primi due interventi in Friuli-Venezia Giulia di ablazione della fibrillazione atriale mediante tecnica di “elettroporazione” (PFA).
Le due procedure sono state effettuate dagli specialisti aritmologi dott.ssa Elisabetta Bianco e dott. Massimo Zecchin (Responsabile della Struttura di Elettrofisiologia Diagnostica ed Interventistica) con l’assistenza anestesiologica dell’equipe coordinata dal dr. P. Grassi.
Presso la SS di Elettrofisiologia Diagnostica ed Interventistica della Cardiologia di Trieste ogni anno vengono effettuate oltre 800 procedure, di cui circa 120 ablazioni per il trattamento delle aritmie. L'ablazione è una procedura minimamente invasiva utilizzata per correggere alcune aritmie resistenti alle terapie farmacologiche; la fibrillazione atriale è il disordine più frequente del ritmo cardiaco, è causata da un’alterata attività elettrica di alcune cellule del cuore ed è una delle principali cause di accesso in Pronto Soccorso. Colpisce in particolare gli anziani, ma non è infrequente anche sotto i 60 anni e può causare vari sintomi come palpitazioni, astenia, affanno, facile affaticabilità, oltre ad essere responsabile del 20% degli ictus.
Normalmente, durante una procedura di ablazione, un tubicino sottile e flessibile chiamato elettrocatetere viene guidato dall’inguine fino all’interno del cuore per interrompere i circuiti e le cellule anomale che causano le aritmie. Nell’ablazione tradizionale viene utilizzato il calore o il freddo, mentre con il nuovo sistema di elettroporazione vengono erogati brevi impulsi elettrici, selettivi per il tessuto cardiaco; la procedura è indicata per condizioni selezionate. Si riducono notevolmente i tempi procedurali ed i rischi, pur minimi, di complicanze legate a danni delle strutture circostanti come l’esofago o importanti strutture nervose. Questa procedura potrà favorire - grazie alla maggior rapidità e sicurezza di utilizzo - l'accorciamento delle liste d’attesa operatorie, a parità di efficacia e con minori rischi per i pazienti.
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