Cardiologie aperte 2026, incontro con la popolazione sulla prevenzione cardiovascolare

Le malattie cardiovascolari e le neoplasie attualmente rappresentano la prima causa di morte nel mondo occidentale. La prevenzione e gli screening sono importanti sia in Cardiologia che in Oncologia per ridurre la mortalità causata da tali patologie, che spesso condividono i medesimi fattori di rischio (fumo, sedentarietà, sovrappeso/obesità) e spesso coesistono, per cui è estremamente importante un lavoro di squadra tra cardiologi, oncologi e tutti i professionisti sanitari coinvolti nella gestione dei pazienti. I pazienti non sono solo i destinatari del nostro impegno ma oggi sono protagonisti attivi nel loro percorso di salute; l’informazione, l’educazione alla correzione dei fattori di rischio cardiovascolare e il coinvolgimento attivo dei pazienti (e dei caregivers) possono contribuire al miglioramento della sopravvivenza e alla riduzione della mortalità. Lo scopo dell’incontro, in cui interverranno tre cardiologhe della Cardiologia di Gorizia-Monfalcone (diretta dalla Dottoressa Lardieri), è fornire ai pazienti i messaggi essenziali sulla prevenzione cardiovascolare per la riduzione del primo evento cardiovascolare (prevenzione primaria) e di eventi successivi al primo (prevenzione secondaria), spiegando quali sono i target di pressione arteriosa e colesterolemia; tale argomento sarà trattato dalla dottoressa Padoan.
Il secondo intervento, ad opera della dottoressa Dragos, sarà focalizzato sui benefici dell’esercizio fisico, che rappresenta una terapia efficace e priva di effetti collaterali, per tutta la popolazione, inclusi i pazienti oncologici. L’ultimo intervento, a cura della dottoressa De Biasio, sarò proprio rivolto ai pazienti affetti da neoplasia, per i quali la correzione dei fattori di rischio e quindi la salute cardiovascolare favoriscono una miglior risposta alle terapie anti tumorali. L’innovazione scientifica ha portato allo sviluppo di nuovi farmaci antitumorali che hanno ridotto la mortalità per neoplasia; tuttavia questi farmaci possono favorire l’insorgenza o il peggioramento dei fattori di rischio cardiaco (ipertensione arteriosa, dislipidemia, iperglicemia) o l’insorgenza di problemi cardiaci (fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, infarto miocardico). Considerando che il beneficio delle terapie antitumorali è netto rispetto ai possibili effetti collaterali cardiaci, peraltro in genere curabili e reversibili, il compito dei cardiologi è facilitare quello degli oncologi durante il trattamento del tumore e prendersi cura dei pazienti guariti da tumore negli anni successivi.
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