domenica 18 ottobre 2026
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Appelli

Immigrazione, “pacchetto Friuli” per controlli più mirati dei confini assieme alla Slovenia

Luca Marsi·

Un “pacchetto Friuli”, fondato su più mirati controlli dei confini congiuntamente alla vicina Slovenia, sull’accelerazione dei tempi di esame delle richieste di protezione internazionale e su un ambizioso e innovativo progetto in materia di Rimpatrio Volontario Assistito. È questa la ricetta per affrontare in modo plurale e convergente il fenomeno migratorio in regione Friuli Venezia Giulia, che è stata presentata oggi in prefettura dal Prefetto Michele di Bari, Capo Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione al Ministero dell’Interno, accompagnato dal suo Vicecapo, Prefetto Daniela Parisi, all’esito della fitta rete di incontri svoltisi sotto la regia del Prefetto di Trieste, Valerio Valenti. L’importante “pacchetto” illustrato prevede non solo una forte azione pubblica come in materia di controlli dei confini con pattuglie miste Italia – Slovenia, tema sul quale proprio domani si terrà un apposito incontro tecnico per definirne la strategia, ma anche un significativo supporto all’attività di Ministero dell’Interno, Regione e Prefetture da parte del privato sociale come avverrà in tema di Rimpatrio Volontario Assistito, ove l’OIM (Organizzazione internazionale per le Migrazioni) avrà il compito di intercettare gli stranieri da sostenere e accompagnare nel percorso di ritorno nel loro Paese di origine. In particolare, la novità di questo ultimo progetto, che sarà affidato alla Regione Friuli Venezia Giulia in partenariato con le Prefetture della regione e per il quale sono disponibili circa 5.000.000 di euro, consiste nella possibilità di offrire anche misure economiche di tipo imprenditoriale attraverso la linea di microcredito. A completare il pacchetto, come detto, la possibilità di procedure accelerate per la determinazione della protezione internazionale in frontiera, previste nel caso in cui un richiedente presenti la domanda di protezione direttamente alla frontiera o nelle zone di transito, dopo essere stato fermato per aver eluso o tentato di eludere i relativi controlli. In tali casi, la procedura potrà essere svolta direttamente alla frontiera o nelle zone di transito con maggiore efficienza al sistema asilo e pur sempre nel rispetto nel rispetto delle garanzie previste dagli standard internazionali. Hanno partecipato agli incontri, a volte bilaterali a volte corali, tenutisi in prefettura, oltre alla delegazione ministeriale, il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, i Prefetti della Regione, il Presidente della Commissione territoriale per il Riconoscimento della protezione Internazionale di Trieste, i vertici locali delle Forze di polizia, nonché rappresentanti di UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), OIM (Organizzazione internazionale per le migrazioni) e CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati).

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