Agenti morti offesi, Sap al Capo della Polizia: «Tutelare onorabilità di chi veste divisa»

Agenti morti offesi, Sap al Capo della Polizia: «Tutelare onorabilità di chi veste divisa»

«Un comizio choc, quello tenutosi a Trieste qualche giorno fa e che, a nostro avviso, si traduce in un vile attacco alla memoria di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, i due colleghi barbaramente uccisi a Trieste lo scorso 4 ottobre».  Lo sottolinea Lorenzo Tamaro del Sap. «Per tale ragione - conclude - , abbiamo scritto una lettera al Capo della Polizia Franco Gabrielli, allegandogli il video disponibile qui in basso, chiedendogli di attivarsi al fine di tutelare l’onorabilità e la memoria di chi veste una divisa.  Un vero Capo difende i suoi uomini e lo fa soprattutto se vilmente attaccati». Di seguito la lettera Signor Capo della Polizia, sarà sicuramente venuto a conoscenza del comizio choc tenutosi qualche giorno fa a Trieste, all’esterno della casa circondariale e che aveva come oggetto la tragedia che ha colpito il 4 ottobre scorso, non solo la Polizia di Stato, ma tutta l’Italia. Poliziotti e cittadini si sono stretti attorno alle famiglie dei colleghi Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, barbaramente uccisi mentre indossavano con onore e senso del dovere la nostra divisa. Quanto proferito dall’attivista, durante il suo comizio, ci ferisce profondamente. Si minimizza una tragedia come quella di Trieste, facendo quasi ricadere sulle vittime la colpa per la loro morte. L’attivista dice che il nostro, Eccellenza, è un lavoro che limita le libertà; un lavoro da mercenari e che loro non verseranno lacrime perché abbiamo scelto consapevolmente di impugnare le armi. Secondo questo ragionamento, chi sceglie di indossare la nostra divisa, chi sceglie la nostra missione, ovvero la tutela dei cittadini e della loro sicurezza, non merita lacrime ed è un mercenario che ha scelto consapevolmente di morire. Noi non abbiamo scelto di morire, abbiamo scelto di difendere la brava gente. I colleghi sono indignati per questa affermazione. Lei di recente ha detto che la Polizia di Stato è un bene di tutti. In fede a ciò che ha detto e che condividiamo, Le chiediamo di valutare quanto affermato nel corso di questa manifestazione a Trieste e di attivarsi al fine di tutelare l’onorabilità e la memoria di chi veste una divisa. Un vero Capo difende i suoi uomini e lo fa soprattutto se vilmente attaccati. Capo Gabrielli, è stato offeso l’intero Corpo della Polizia di Stato che Lei rappresenta. Ci difenda. I poliziotti non sono mercenari, ma fedeli servitori dello Stato.