Maniago soffocata da dazi e decreto sicurezza: Carli (Pd), «Fedriga intervenga contro Meloni»

Maniago soffocata da dazi e decreto sicurezza: Carli (Pd), «Fedriga intervenga contro Meloni»

"La politica securitaria della destra e in particolare del Governo Meloni, oltre al ritardo con cui interviene su questioni tanto annose quanto complesse e delicate, anziché risolverle, colpisce direttamente un comparto, quello della coltelleria di Maniago, fiore all'occhiello dell'intera regione, già appesantito dai dazi americani". Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale Andrea Carli (Pd) annunciando il deposito di una mozione attraverso la quale chiede al presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga di intervenire nei confronti del Governo nazionale per risolvere da un lato la questione dei dazi americani sulla coltelleria, dall'altro per rivalutare il decreto Sicurezza, garantendo il comparto della coltelleria di Maniago. "Le dichiarazioni odierne dell'assessore regionale Bini, in occasione della visita al consorzio industriale Nip di Maniago con il viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini, stridono con l'azione del Governo - dichiara ancora Carli -. Serve a poco lodare a parole il modello certamente virtuoso di Maniago, dove la coltelleria rappresenta un fetta importante ed eccellente, mentre a Roma si affossano a colpi di norme illogiche. C'è bisogno di soluzioni concrete". "I dazi imposti dal Governo Trump si applicano in maniera assurda sul cento per cento del valore del bene e non solo su quello dell'acciaio. Questa situazione sta soffocando da mesi il comparto, che ora rischia un'ulteriore mazzata a causa delle previsioni del decreto sicurezza - argomenta ancora il dem -. La somma di questi due fattori, in particolare quello dei divieti previsti dalla norma proposta dal ministro Valditara, fa male all'economia del territorio e in più non risolve un problema che certamente esiste, ma che va affrontato in ben altro modo". Secondo Carli la proposta del Governo Meloni "rischia di rendere le scuole dei checkpoint, minando il loro valore di luoghi educativi. Messa così, questa è solo propaganda che ignora fenomeni complessi come il disagio giovanile, evita le responsabilità proprie delle famiglie e, a completare il quadro, arriva dopo anni di tagli a insegnanti e risorse". "Ci si fermi - è infine la richiesta di Carli - e si ripensino delle norme che non fanno altro che colpire la coltelleria maniaghese". 
ACON/COM/aa