Bini: «PromoturismoFVG raddoppia il volume d’affari, FVG +21% presenze turistiche rispetto al 2019»
"Alla crescita delle risorse stanziate dalla Regione per PromoturismoFVG sono corrisposti risultati sempre più lusinghieri in termini di presenze, indotto economico e rafforzamento dell'offerta turistica. In pochi anni il volume d'affari è praticamente raddoppiato: un risultato tutt'altro che banale, perché crescere significa anche rafforzare l'organizzazione, assumere personale, sostenere l'impatto degli aumenti contrattuali e dei costi energetici. Eppure, gli indici di produttività che emergono dall'analisi dei bilanci sono molto positivi". Lo ha detto oggi l'assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, intervenendo a Trieste ai lavori della I Commissione consiliare dedicata all'audizione del direttore generale di PromoturismoFVG sui risultati di bilancio degli ultimi tre anni e sulle prospettive future della società. L'esponente dell'esecutivo Fedriga ha ricordato che "la società non è nata per produrre utili, ma è invece uno strumento pubblico che va misurato sul ritorno sociale ed economico complessivo per il territorio. Il turismo non è solo presenze: è commercio, artigianato, servizi, industria. È indotto diffuso". Un cambio di passo significativo riguarda la montagna e la destagionalizzazione: "Abbiamo scelto - ha detto Bini - di non puntare più solo su mare d'estate e sci d'inverno. La destagionalizzazione richiede tempo e infrastrutture, non basta un evento. I dati ci dicono che la strategia sta funzionando: nelle aree interne si torna a investire e si registra un'inversione di tendenza rispetto allo spopolamento". Bini ha rivendicato anche le scelte politiche compiute sui poli sciistici. "Abbiamo mantenuto per anni il prezzo degli skipass tra i più bassi dell'arco alpino, pur a fronte dell'aumento dei costi energetici, del personale e degli ammortamenti legati agli investimenti. È una scelta precisa a favore delle famiglie e del territorio".
Sul fronte dei dati, nel 2025 il Friuli Venezia Giulia ha registrato 11 milioni di presenze turistiche, con una crescita del +6,5% sull'anno precedente e del +21,2% rispetto al 2019, anno pre-Covid. Nel turismo invernale, negli ultimi anni c'è stato poi un incremento significativo sia degli sciatori sia dei ricavi: gli ingressi sono passati da 758 mila nella stagione 2017/18 a oltre 914 mila nel 2024/25 (+20,5%), mentre i ricavi sono cresciuti da circa 10,4 milioni a 16,6 milioni di euro (+59,6%). Gli investimenti sugli impianti e sulla destagionalizzazione hanno prodotto effetti evidenti anche sulle presenze nelle aree montane: nel 2025 il Tarvisiano ha segnato +25,3% rispetto al 2019, la Carnia +6% e Piancavallo +62,1% .
Quanto al tema dell'overtourism, l'assessore è stato netto, ricordando come le città del Friuli Venezia Giulia stiano crescendo in modo significativo nel numero delle presenze "ma non siamo di fronte a fenomeni di sovraffollamento ingestibile di altre zone dell'Italia". Confermato il successo del voucher TuResta, ormai misura strutturale, particolarmente efficace per
le aree interne e per sostenere i corregionali. Cresce inoltre il turismo lento ed esperienziale, con nuove progettualità su cammini e ciclovie e il rafforzamento della collaborazione con la Carinzia.
Capitolo a parte l'aeroporto regionale, che negli ultimi anni ha registrato crescite rilevanti. "Sono stati compiuti investimenti importanti e siglate partnership strategiche con compagnie aeree europee. Le risorse impegnate sono state contenute rispetto ai ritorni ottenuti, con un turismo di qualità che lascia valore sul territorio". "Le risorse stanziate dalla Regione sono state importanti - ha concluso l'assessore - ma ciò che conta è come vengono spese. Se all'aumento delle risorse corrispondono risultati concreti e numeri in crescita, significa che la strada intrapresa è quella giusta. Possiamo e dobbiamo migliorare ancora, ma i dati dimostrano che PromoturismoFVG sta lavorando nella direzione corretta per lo sviluppo del Friuli Venezia Giulia".
ARC/AL/gg