Rosy Bindi a Trieste, bagno di folla, trionfo e apoteosi: Su salute non mi rassegno che tutto ci venga tolto'
Ci sono due riforme degli anni '70 "strettamente collegate tra loro: la riforma del servizio sanitario nazionale e la cosiddetta riforma Basaglia. L'una senza l'altra non hanno senso". E "se un Paese, una Repubblica è stata capace di pensare a queste cose negli anni '70", "incontrando anche resistenze", "io non accetto che oggi ci rassegniamo che tutto questo ci venga tolto". Lo ha detto l'ex ministra della Sanità, Rosy Bindi, parlando del suo libro Una sanità uguale per tutti, durante un evento a TRIESTE promosso dal Coordinamento per la difesa della salute pubblica TRIESTE, Forum salute mentale e Collettivo Marco Cavallo. "Il sistema, universalistico, va salvato perché è il migliore del mondo", ha sottolineato Bindi. "La strada c'è e, ancora una volta, è una scelta politica". La domanda da porsi, secondo Bindi, è "cosa possiamo fare per non far rassegnare un intero popolo che mentre si vanta di essere la settima potenza industriale del mondo, il governo più stabile di Europa, al tempo stesso ha la sanità e la scuola paragonabili ai fanalini di coda della stessa Europa". L'ex ministra ha sottolineato come "la destra abbia enormi responsabilità in questo settore. Io penso - ha aggiunto - che anche il centro sinistra abbia una responsabilità di sotto valutazione. Abbiamo trovato resistenze anche in casa nostra". In generale, ha concluso, "oggi assistiamo a un fallimento" del sistema. "Ci sono tutte le condizioni per essere convinti che c'è un unico modo per battere la destra: dimostrare che siamo alternativi davvero, nella visione, nelle priorità e nelle relazioni". (ANSA). FMS ANSA