Pro e contro dello smart working, lo spiega Marco Prelz

Pro e contro dello smart working, lo spiega Marco Prelz

Pubblichiamo dal segretario provinciale  della Federazione nazionale Assicuratori  Marco Prelz :i Pro e i contro dello smart working 

Lo smart working  offre molti vantaggi sia ai lavoratori che alle  aziende. Il datore di lavoro ,a fronte di un investimento  iniziale  per fornire gli strumenti  necessari al lavoro  in mobilità  (telefoni e computer portatili). Vede aumentare  la produttività  dei dipendenti (lo hanno dimostrato  numerosi studi)e ha minore necessità  di spazi di collocare le scrivanie,i parcheggi, le mense aziendali. I lavoratori  risparmiano il tempo del viaggio tra casa e ufficio .
Le criticità però  esistono  lavorare da casa non è  sempre l'ideale. Occorre essere capaci di mantenere separati gli spazi e gli ambienti della giornata da dedicare al lavoro da quelli per la famiglia,  evitare continue distrazioni  e interruzioni mentre si  lavora  ma non tutti i lavoratori hanno la fortuna di crearsi all'interno  della propria  abitazione una stanza lavoro,ci sono poi altri aspetti molto negativi, il fatto di essere connessi da casa può  generare l'equivoco  di una reperibilità  non stop andando il può  delle volte oltre l'orario di lavoro, che in modalità  smart non garantisce il riconoscimento delle ore straordinarie, il consumo sia del riscaldamento ma anche del condizionatore nel esiodo estivo , quindi un aumento dei consumi da parte del lavoratore che ovviamente  passa più  ore a casa di prima, contro un risparmio netto da parte dell'azienda, quindi in sintesi direi che può  essere uno strumento  valido purché  no  si esageri ,perché  mentre le aziende  spingono fortemente a intensificare sempre di più le giornate dedicate al  lavoro agile, noi parti sociali dobbiamo farci  garantire  dalle  Aziende  il diritto alla disconnessione verso i lavoratori purtroppo il più  delle volte non avviene, ma sopratutto  garantire la continuità  di un lavoro agile facoltativo e non obbligatorio.Un pensiero va anche verso tutti quei lavoratori dell'indotto  che si troverebbero di colpo senza un lavoro.