Il Trovatore torna a Trieste: cast stellare, regia simbolica e il Verdi riaccende la passione
Il sipario del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste si prepara a riaprire una pagina decisiva della storia operistica cittadina. Nella Stagione lirica e di balletto 2025-2026 torna Il Trovatore di Giuseppe Verdi, dramma in quattro parti su libretto di Salvatore Cammarano dal testo di Antonio Garcia Gutiérrez, titolo che a Trieste ha sempre avuto un posto speciale e che ora rientra in cartellone dopo otto anni di assenza con un allestimento annunciato come evento.
La produzione porta la firma registica del francese Louis Désiré, con scene e costumi di Diego Méndez Casariego, luci di Patrick Méeüs e la concertazione affidata a Jordi Bernàcer, maestro che guiderà Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, in un lavoro che unisce precisione musicale e impatto teatrale. L’allestimento nasce come coproduzione Opéra de Saint-Étienne e Città di Marsiglia – Opera, creato nel 2023 e realizzato nei laboratori francesi: una macchina scenica già rodata, pronta a trasformare Trieste in un palcoscenico ad alta tensione emotiva.
Un’opera che a Trieste è di casa: dal 1853 a oggi, un legame che non si è mai spezzato
Il rapporto tra Trieste e Il Trovatore è un rapporto antico e visceralmente teatrale. L’opera fu rappresentata in città per la prima volta nel 1853, a dieci mesi dalla prima assoluta di Roma, e conquistò subito il pubblico del Verdi, tanto da tornare con frequenza nelle stagioni di quel decennio. Da allora l’oscuro intreccio del dramma spagnolo, con i suoi nodi di sangue, vendetta e destino, non ha mai smesso di esercitare fascino sul pubblico triestino.
Il ritorno di oggi promette di riaccendere quella tradizione con una lettura definita di forte impatto visivo, costruita su contrasti cromatici e su una simbologia che punta dritta al cuore psicologico dell’opera, senza strappi rispetto al libretto. Una scelta che, proprio perché essenziale, mira ad amplificare la densità drammatica: ogni quadro come una stilizzazione pittorica, ogni scena come una ferita aperta.
Il “Trovatore rosso”: una regia che scolpisce i personaggi e accende l’ombra
La produzione firmata da Louis Désiré, spesso indicata come “Il Trovatore rosso”, viene presentata come un viaggio nei chiaroscuri interiori del titolo verdiano. Il punto non è l’ornamento, ma la tensione. Non il folclore, ma l’ossessione. Trieste vedrà quindi un Trovatore che punta su atmosfere tenebrose e su un impianto simbolico capace di trasformare lo spazio scenico in un luogo mentale: una gabbia di emozioni, colpa, memoria e desiderio.
In buca, Jordi Bernàcer è chiamato a garantire la solidità musicale di un titolo che vive di urgenza ritmica e di precisione. Il suo ruolo diventa centrale anche per la natura del cast, composto da interpreti che condividono palchi e produzioni internazionali: non solo nomi, ma un gruppo che porta sul palco una familiarità artistica costruita nel tempo, destinata a diventare energia scenica.
Cast da cartellone mondiale: debutti, alternanze e ritorni attesi dal pubblico
Il cartellone triestino schiera un cast che punta al massimo impatto, con alternanze in più ruoli chiave e alcuni debutti che rendono questa produzione ancora più “da prima pagina”.
Manrico sarà interpretato da Yusif Eyvazov nelle recite del 27 febbraio, 1, 6 e 8 marzo, mentre Samuele Simoncini sarà Manrico il 28 febbraio e 7 marzo. Eyvazov arriva a Trieste per il suo debutto in città nel ruolo, mentre Simoncini è già noto al pubblico del Verdi per lo Chénier del 2019, elemento che aggiunge alla produzione un equilibrio tra novità e riconoscibilità.
Leonora vede l’alternanza tra Anna Pirozzi (27 febbraio, 1, 6 e 8 marzo) e Alessia Nadin (28 febbraio, 7 marzo). Pirozzi viene presentata come uno dei riferimenti del ruolo, mentre Nadin affronta il debutto nel personaggio dopo un percorso belcantista che l’ha già vista applaudita anche a Trieste.
Per Il Conte di Luna, spazio a due baritoni: Youngjun Park nelle recite del 27 febbraio, 1, 6 e 8 marzo, e Daniele Terenzi il 28 febbraio e 7 marzo, garantendo un’alternanza che gioca su timbri e caratteri diversi, ma ugualmente centrati.
Il ruolo di Azucena porta con sé uno dei punti più attesi: il debutto nel personaggio di Daniela Barcellona (27 febbraio, 1, 6 e 8 marzo), artista amata dal pubblico triestino, affiancata da Chiara Mogini (28 febbraio, 7 marzo).
Ferrando sarà interpretato da Carlo Lepore (27 febbraio, 1, 6 e 8 marzo) e da Yongheng Dong (28 febbraio, 7 marzo). Completano il cast Erica Zulikha Benato come Ines, Andrea Binetti come Ruiz, Alessandro Di Domenico come un messo e Daniele Cusari come un vecchio zingaro.
Trieste e oltre: dopo le recite al Verdi, la replica a Udine
La produzione triestina non chiuderà la sua corsa con l’ultima recita in città. Al termine del ciclo al Verdi, lo spettacolo è annunciato anche a Udine il 14 marzo, segno di un progetto che non resta confinato a un singolo palcoscenico ma punta a circolare, portando con sé l’impronta di un allestimento già identificato come forte e riconoscibile.
Date e orari: tutte le recite al Teatro Verdi di Trieste
Il calendario degli appuntamenti al Teatro Verdi è scandito con precisione, con orari differenziati tra sera e pomeriggio.
Venerdì 27 febbraio 2026 ore 20.00
Sabato 28 febbraio 2026 ore 18.00
Domenica 1 marzo 2026 ore 16.00
Venerdì 6 marzo 2026 ore 20.00
Sabato 7 marzo 2026 ore 16.00
Domenica 8 marzo 2026 ore 16.00
Replica a Udine: sabato 14 marzo