Trieste, una commessa nota la tristezza di una cliente e le regala un cioccolatino per tirarle su il morale
A volte non servono grandi eventi per cambiare l’andamento di una giornata. Basta una domanda semplice, fatta con sincerità, capace di arrivare dritta dove serve. È quanto accaduto a una donna triestina che ha voluto condividere un episodio di quotidiana umanità vissuto in un negozio che frequenta abitualmente.
In un periodo personale non facile, racconta, aveva deciso di concedersi qualche momento leggero tra le vetrine, approfittando dei saldi. In quell’occasione aveva incontrato una commessa con cui aveva già avuto modo di scambiare qualche parola in passato. Un incontro normale, fatto di sorrisi e consigli, come capita spesso quando si entra in un negozio in cui ci si sente a proprio agio.
Una domanda che va oltre il lavoro
A distanza di qualche settimana, tornando nello stesso negozio, la donna è stata servita da un’altra addetta, mentre la commessa conosciuta in precedenza era impegnata. È stato proprio in quel momento che è arrivato il gesto inaspettato. Con discrezione, la commessa si è avvicinata per chiederle semplicemente come stesse, spiegando di averla notata triste la volta precedente ma di non aver voluto essere invadente.
Non grandi eventi, non parole elaborate. Solo attenzione sincera, uno sguardo che si accorge dell’altro e un gesto semplice, fatto al momento giusto. È quanto accaduto a una donna triestina che ha voluto raccontare un episodio di quotidiana gentilezza vissuto in un negozio che frequenta abitualmente.
In un periodo personale non sereno, aveva deciso di concedersi qualche momento leggero tra le vetrine, approfittando dei saldi. Un modo, come tanti, per distrarsi e ritagliarsi un piccolo spazio di normalità. In quell’occasione aveva incontrato una commessa con cui aveva già scambiato qualche parola in passato, un volto conosciuto, un sorriso familiare.
Una domanda che va oltre il ruolo
Qualche settimana dopo, tornando nello stesso negozio, la donna è stata servita da un’altra addetta, mentre la commessa incontrata in precedenza era impegnata. È stato proprio in quel momento che è arrivata la sorpresa. Con discrezione, la commessa si è avvicinata e le ha chiesto semplicemente come stesse, spiegando di averla notata triste la volta precedente ma di non aver voluto essere invadente.
Una domanda breve, ma carica di significato. Non di circostanza, ma ascoltata davvero. In quel momento il negozio era tranquillo, e c’è stato lo spazio per scambiare qualche parola, per raccontare e per sentirsi ascoltata.
Il gesto che resta
Prima di tornare al proprio lavoro, la commessa è rientrata un attimo nel retro ed è tornata con un piccolo cioccolatino, offrendolo con un sorriso e l’augurio di portare almeno un momento di dolcezza. Un gesto semplice, spontaneo, che ha lasciato un segno molto più grande dell’oggetto in sé.
È una storia che parla di attenzione, di umanità e di quella gentilezza che, anche nei contesti più ordinari, riesce a fare la differenza. Perché a volte non serve risolvere i problemi: basta far sentire qualcuno visto, ascoltato, considerato.
E in mezzo alla fretta quotidiana, un “come stai?” detto con il cuore può davvero cambiare il peso di una giornata.