Rovinelli: “Trieste deve alzare qualità, eventi e organizzazione per vincere la sfida del turismo” (VIDEO)
Nel confronto sul futuro di Trieste tra turismo, eventi e stagione estiva, l’imprenditore Vincenzo Rovinelli ha offerto una lettura centrata soprattutto sulla capacità della città di farsi trovare pronta sul piano dell’offerta, dell’organizzazione e della qualità complessiva. Il suo intervento ha toccato più piani: le incertezze legate al quadro internazionale, il peso degli eventi, la necessità di fare squadra e la richiesta di una programmazione anticipata, soprattutto per i grandi appuntamenti di fine anno.
Rovinelli ha condiviso in larga parte l’analisi di Maurizio Giudici sulla situazione generale, sottolineando come la fase attuale imponga attenzione e prudenza. Ma il cuore del suo messaggio è un altro: se il turismo si muove soprattutto in un raggio geografico più ristretto, Trieste deve rendere la propria offerta ancora più forte.
Guerra e consumi, la paura può frenare anche eventi e manifestazioni
Nel suo primo intervento, Rovinelli ha richiamato il contesto internazionale e il possibile impatto della guerra, evocando una fase delicata anche sul piano psicologico ed economico. Pur con tutte le cautele del caso, ha espresso preoccupazione per ciò che potrebbe accadere e per il riflesso che questo clima può avere sui consumatori, sulle aziende e sugli spostamenti.
Successivamente, sollecitato sul tema di fiere e manifestazioni, ha raccontato di confronti avuti con operatori presenti in eventi a Trento e Bibione, dai quali avrebbe ricevuto segnali molto negativi, con risultati definiti ben al di sotto delle attese. Nella sua lettura, tra i fattori che pesano ci sono la prudenza dei consumatori, il timore per ciò che potrà accadere e una tendenza diffusa a trattenere la spesa.
Questo passaggio è centrale per capire la sua posizione: il contesto può diventare sfavorevole, ma proprio per questo l’offerta deve essere più forte, più competitiva e più capace di differenziarsi.
Servono mostre, cultura, contenuti e qualità
Secondo Vincenzo Rovinelli, in una fase in cui il turista si muove con maggiore attenzione e tende a scegliere destinazioni non troppo lontane, Trieste deve rispondere con una qualità superiore. Nel suo intervento ha parlato della necessità di offrire eventi di livello, mostre, attività culturali e occasioni di richiamo che possano convincere le persone a scegliere la città in un contesto competitivo dove esistono realtà forti come Venezia e Verona.
L’esempio portato è quello di alcuni amici arrivati da Ancona per vedere mostre di quadri in Friuli Venezia Giulia, compresa Trieste. Per Rovinelli questo è un segnale concreto: il turista oggi non cerca soltanto una passeggiata o una sistemazione, ma contenuti, proposte, occasioni specifiche. Da qui l’idea che la regione e la città debbano spingere ancora di più sul versante culturale e degli eventi.
Fare squadra come a Venezia
Uno dei passaggi più netti del suo intervento è quello sul modello organizzativo. Rovinelli ha citato Venezia e la società Vela Spa, spiegando che lì qualunque grande iniziativa passa attraverso una struttura comune che coinvolge soggetti pubblici e garantisce qualità, coordinamento e visione. Il suo ragionamento è che Trieste avrebbe bisogno di qualcosa di simile, o comunque di una formula capace di unire pubblico e privato in una cabina unica.
Nelle sue parole, oggi in città ogni soggetto tende ancora a muoversi troppo per conto proprio. Ha citato esempi diversi per dire che ciascuno cura il proprio spazio e il proprio evento, mentre sarebbe necessario superare la logica dell’orticello e lavorare per un obiettivo condiviso: portare turismo, persone e movimento in città.
La sua è una richiesta molto chiara di regia comune, non solo come slogan ma come strumento operativo. Squadra con Confcommercio, con gli albergatori, con gli organizzatori, con le istituzioni. Per Rovinelli, senza questo passaggio, Trieste rischia di restare indietro rispetto ad altre realtà più strutturate.
Parcheggi, un problema vero per la città
Nel corso della diretta, Rovinelli è intervenuto anche sul tema dei parcheggi a Trieste, indicando la necessità di pensare a soluzioni strutturali. Ha portato ancora l’esempio di Venezia, dove esistono parcheggi multipiano capaci di garantire una risposta concreta, pur con costi non bassi. Il punto, secondo lui, è che l’infrastruttura esiste ed è funzionale.
Applicando il ragionamento a Trieste, ha indicato la possibilità di utilizzare spazi come l’ex mercato ortofrutticolo all’ingrosso per realizzare un parcheggio multipiano in una posizione strategica, vicina al centro. Nella sua lettura, un’opera di questo tipo sarebbe utile non solo agli alberghi ma a commercianti, cittadini e visitatori, diventando una vera “manna” per la città.
Il tema si collega direttamente alla sua idea di sviluppo: non basta promuovere Trieste, bisogna anche renderla più accessibile e più semplice da vivere, soprattutto nei momenti di maggiore pressione turistica.
Un maggio ricco di eventi e ricadute sulla città
Rovinelli ha poi elencato una serie di appuntamenti che, a suo dire, renderanno maggio un mese particolarmente intenso per Trieste. Ha citato il ritorno della Bavisela, con la maratona, la mezza maratona e la Family Run, parlando di circa 12 mila partecipanti e quindi di un evento destinato a generare richiamo e presenze in città. Ha poi ricordato un Expo in Piazza Unità, la Maker Fair con circa 100 espositori da tutta Italia, un evento ACI in Piazza Unità e Mare Nordest.
Nel suo racconto, questi appuntamenti mostrano che Trieste ha già un calendario capace di produrre movimento e occasioni di visibilità. Per questo insiste sulla necessità di una regia forte: quando gli eventi esistono, bisogna saperli mettere a sistema per moltiplicarne gli effetti sul territorio.
Ha anche aggiunto che a fine settembre è previsto il raduno degli ingegneri di tutti gli ordini d’Italia, con circa 2000 presenze, definendolo un elemento significativo anche per gli albergatori, soprattutto in prossimità della Barcolana.
Le crociere e la struttura temporanea in Porto Nuovo
Sul tema delle crociere, Rovinelli ha ricordato l’allestimento di una stazione marittima temporanea in Porto Nuovo, al molo 57, spiegando che viene realizzata per gestire le toccate quando le condizioni meteo rendono più complessa la situazione altrove. Nel suo intervento ha espresso l’auspicio che Trieste Terminal Passeggeri faccia buoni numeri, sottolineando come questo comparto dia lavoro a molte persone.
Anche in questo caso, la sua posizione è coerente con il resto dell’intervento: ogni tassello del sistema città deve essere curato, programmato e valorizzato, perché produce ricadute che vanno ben oltre il singolo settore.
Il Natale e la pista di ghiaccio in Piazza Unità
Uno dei capitoli più forti del suo intervento è stato quello dedicato al Natale a Trieste. Rovinelli ha raccontato di aver inviato al sindaco un progetto in tre dimensioni per una pista di ghiaccio in Piazza Unità, con un allestimento che definisce molto bello e capace di richiamare numerosi turisti.
Il punto su cui insiste con maggiore forza, però, è la tempistica. Secondo Rovinelli, eventi di questo tipo non si possono decidere a ottobre o novembre. Gli investimenti, ha spiegato, vanno programmati molto prima, soprattutto dopo gli sforzi economici sostenuti l’anno precedente per rendere la pista bella, accogliente e ricca di allestimenti natalizi.
Nel suo racconto torna con forza una richiesta precisa: non aspettare l’ultimo momento. Gli altri comuni, ha osservato, si muovono già tra maggio e giugno per i bandi e le programmazioni, mentre Trieste rischia spesso di arrivare in ritardo. Per chi fa impresa, ha lasciato intendere, questo rende più difficile investire e alzare il livello dell’offerta.
La convinzione: Trieste può fare di più
L’intervento di Vincenzo Rovinelli consegna un messaggio preciso. Trieste, secondo la sua lettura, ha potenzialità, eventi, calendario e posizionamento geografico per crescere ancora. Ma per farlo ha bisogno di un salto culturale e organizzativo. Bisogna mettere persone competenti sugli eventi, coordinare pubblico e privato, programmare in anticipo, migliorare i servizi e investire in attrattori concreti, dai contenuti culturali ai grandi allestimenti urbani.
Non è un discorso teorico. Nel suo intervento, ogni esempio va nella stessa direzione: la città deve smettere di inseguire e iniziare a costruire. Solo così, nella sua visione, Trieste potrà trasformare la crescita turistica in un sistema più solido, più competitivo e più riconoscibile.
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