Movida Trieste, quattro anni di Domenica Bestiale tra intuizione, pubblico e identità (VIDEO)
La Domenica Bestiale nasce circa quattro anni fa da un’idea di Piero Stradi, come raccontato in diretta da Alberto Sassonia. Alla base del format c’è un’intuizione semplice ma fortemente riconoscibile: associare a un evento estivo l’immagine del fenicottero, trasformandolo progressivamente in un simbolo.
Quella scelta, inizialmente curiosa e originale, è diventata nel tempo un tratto identitario del format.
Una scommessa in una domenica triestina povera di eventi
Sassonia ha ricordato che, fino a quattro anni fa, a Trieste la domenica offriva poche alternative sul piano dell’intrattenimento. Proprio per questo, l’avvio della Domenica Bestiale è stato definito un salto nel vuoto.
Domenica dopo domenica, però, il pubblico ha iniziato a rispondere con sempre maggiore entusiasmo.
L’affetto del pubblico come motore del format
Il rapporto con il pubblico è diventato uno degli elementi centrali della crescita. Sassonia ha parlato di affetto, legame e partecipazione costante, fino alla trasformazione dell’evento in un appuntamento stabile per tanti triestini.
La Domenica Bestiale non è quindi soltanto una serata musicale, ma un punto di riferimento sociale.
Un’identità costruita con ironia e riconoscibilità
Il fenicottero, le locandine, la comunicazione e il tono autoironico hanno contribuito a rendere il format immediatamente identificabile. Sassonia ha sottolineato come ogni domenica il simbolo venga riproposto in modo creativo, alimentando curiosità e partecipazione.
L’identità visiva diventa così parte della forza dell’evento.
Un format cresciuto senza perdere leggerezza
La crescita della Domenica Bestiale non ha cancellato il carattere leggero e spontaneo dell’iniziativa. Al contrario, secondo quanto emerso, proprio questa dimensione simpatica e riconoscibile ha permesso al format di consolidarsi senza diventare rigido.
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