venerdì 7 agosto 2026
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Cronaca

Sequenziati a Trieste per la prima volta i carboidrati dei prioni responsabili di malattie neurodegenerative

Luca Marsi·

Le malattie da prioni sono un gruppo di malattie neurodegenerative rapidamente progressive, mortali e contagiose che colpiscono sia gli esseri umani che gli animali: l’Encefalopatia Spongiforme Bovina (BSE) o morbo della ‘mucca pazza’ è una delle più famose da quando nel 1996 gli scienziati hanno scoperto che l’agente responsabile della malattia nelle mucche, è lo stesso agente responsabile della cosiddetta variante Creutzfeldt-Jakob (vCJD), che colpisce l’uomo. Un nuovo studio condotto dalla SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati in collaborazione con altre istituzioni tra cui Genos Glycoscience Research Laboratory di Zagabria, Croazia ed Elettra Sincrotrone Trieste, fornisce importanti indizi sulle differenze nelle strutture dei prioni, proteine che causano queste malattie attualmente incurabili.

Il mistero dei ceppi Uno dei principali problemi irrisolti delle malattie da prioni è l’esistenza di ceppi, che comportano una vasta gamma di disturbi con diversi sintomi, diversi tempi di incubazione, diverse istopatologie, ecc. “Per una migliore comprensione del meccanismo delle malattie e dell’esistenza dei ceppi è necessario indagare la struttura della proteina prionica”, afferma la neuroscienziata Natali Nakić, primo autore dell’articolo Site-specific analysis of N-glycans from different sheep prion strains (Analisi sito-specifica degli N-glicani provenienti da ceppi diversi di prioni di pecora), appena pubblicato su PLOS Pathogens.

La proteina prionica è una glicoproteina, il che significa che i polisaccaridi chiamati glicani comprendono gran parte della struttura proteica. Il nuovo studio è il primo del suo genere poiché si concentra sul confronto tra strutture glicaniche di diversi ceppi. Il professor Giuseppe Legname, coautore dell’articolo, è il Direttore del Laboratorio di Biologia dei Prioni della SISSA e collabora con Elettra Sincrotrone Trieste dal 2006: “I carboidrati delle glicoproteinesono stati sequenziati per la prima volta grazie alla collaborazione con il Genos Glycoscience Research Laboratory, utilizzando una tecnica altamente sensibile chiamata cromatografia liquida/ spettrometria di massa” afferma. “Ci si chiede da tempo se la diversità dei ceppi prionici possa dipendere dai glicani che li compongono oltre che da come si ripiegano le proteine. Con i nostri risultati abbiamo dato per la prima volta una risposta”.

Un passo in più verso la conoscenza “In questo studio, sono stati confrontati i glicani di due diversi ceppi di prioni di pecora”, aggiunge Natali Nakić. “Dopo un’analisi approfondita, non sono state trovate differenze importanti nelle strutture dei glicani tra i due ceppi. Questo suggerisce che i glicani potrebbero non essere responsabili delle differenze biochimiche e neuropatologiche”. Un risultato significativo perché rappresenta un ulteriore passo verso la piena comprensione delle glicoproteine prioniche e del meccanismo cellulare delle malattie da prioni.

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