Commercio a Trieste, Confcommercio: “In 13 anni sparite oltre 600 vetrine, il centro resiste”
Il commercio al dettaglio a Trieste attraversa una fase complessa. Secondo l’analisi dell’Osservatorio “Città e demografia d’impresa” di Confcommercio, tra il 2012 e il 2025 in città sono venute a mancare 611 attività di commercio al dettaglio, pari a un contributo del Centro Studi di Confcommercio.
I dati fotografano un cambiamento profondo del tessuto commerciale cittadino: tra il 2012 e il 2025 le attività commerciali sono passate da 1.887 a 1.276, con chiusure che riguardano diversi settori e zone della città.
Il centro tiene, ma i quartieri soffrono
Secondo Confcommercio il calo riguarda soprattutto le attività al di fuori delle vie più centrali e dei quartieri più frequentati, mentre il cuore commerciale della città continua a mostrare segnali di tenuta, anche grazie alla presenza di flussi turistici e all’attrattività delle aree più frequentate.
Tra i settori che registrano difficoltà emergono in particolare negozi di abbigliamento e calzature, rivendite di giornali e tabacchi, oltre ad alcune attività tradizionali di quartiere.
Diverso invece l’andamento per bar e ristoranti, che nel periodo considerato hanno registrato un incremento complessivo, segno di una trasformazione dei consumi e delle abitudini urbane.
Il ruolo del turismo e delle nuove dinamiche urbane
Confcommercio sottolinea come la crescita del turismo abbia contribuito a sostenere alcune attività del centro cittadino, soprattutto nel comparto della ristorazione e dell’ospitalità. Tuttavia, questa dinamica non è stata sufficiente a compensare completamente la chiusura di molte attività commerciali tradizionali.
Il fenomeno, spiegano dall’associazione di categoria, non riguarda solo Trieste ma è parte di una trasformazione più ampia del commercio urbano, influenzata dall’e-commerce, dal cambiamento delle abitudini di acquisto e dalle nuove modalità di fruizione degli spazi cittadini.
Le proposte per il rilancio
Secondo Antonio Paoletti, presidente di Confcommercio Trieste, la situazione richiede una strategia strutturata per il rilancio del commercio urbano.
Paoletti sottolinea la necessità di interventi coordinati tra istituzioni, associazioni e operatori economici, con politiche mirate alla rivitalizzazione dei quartieri, al sostegno delle imprese locali e alla valorizzazione del commercio di prossimità.
Tra le priorità indicate figurano anche politiche urbane più sostenibili, servizi efficienti e un supporto concreto alla digitalizzazione delle imprese, elementi considerati fondamentali per rendere il commercio cittadino più competitivo e attrattivo.
L’obiettivo, conclude Confcommercio, è rafforzare il ruolo delle attività commerciali come presidi economici e sociali, capaci di contribuire allo sviluppo della città e alla qualità della vita dei quartieri.