Carnevale Muggia, “Prima prevenzione, poi divertimento”: linea di Polidori su sicurezza eventi (VIDEO)
Partecipata diretta di Trieste Cafe, condotta da Luca Marsi, con ospiti Paolo Polidori, Carlo Zoccano e Carmine Favone, per affrontare un tema che va ben oltre il singolo evento o il singolo territorio: la sicurezza negli eventi pubblici e il cambiamento radicale delle regole che, negli ultimi anni, ha trasformato il modo di organizzare feste, concerti e manifestazioni di massa.
La sicurezza non è più un dettaglio
Dalla diretta emerge con chiarezza un concetto ormai centrale: la sicurezza non è più un elemento accessorio dell’evento, ma la sua condizione di esistenza. Paolo Polidori lo dice in modo esplicito parlando del carnevale di Muggia, ma il principio vale per ogni grande appuntamento pubblico.
Quando migliaia di persone si concentrano in uno spazio delimitato, l’organizzazione non può più basarsi su consuetudini o abitudini del passato. Servono regole, calcoli, piani e responsabilità precise.
Il pubblico spettacolo e gli obblighi che ne derivano
Uno dei passaggi chiave riguarda la definizione giuridica di “pubblico spettacolo”. Polidori spiega che eventi come il carnevale, svolti in centri storici e spazi urbani complessi, rientrano automaticamente in questa categoria.
Da qui derivano obblighi stringenti: calcolo delle capienze, delimitazione delle aree, gestione dei flussi, presenza di controlli agli accessi. Non sono scelte discrezionali, ma passaggi obbligati, perché ignorarli espone amministratori e organizzatori a rischi gravi.
Responsabilità personali e rischio penale
Il tema delle responsabilità attraversa tutta la discussione. Il sindaco di Muggia parla apertamente di responsabilità penali, ricordando che in caso di incidenti o tragedie legate a sovraffollamento o cattiva gestione, chi firma gli atti risponde in prima persona.
Questo elemento segna un cambio di paradigma: l’evento non è più solo festa, ma anche atto amministrativo e decisione tecnica, con conseguenze giuridiche concrete.
Il punto di vista degli organizzatori
A rafforzare questo quadro interviene Carlo Zoccano, che racconta cosa significa oggi produrre eventi dal punto di vista di chi li organizza. Quando Platinum realizza concerti e grandi appuntamenti, spiega, si occupa di tutto: dalla produzione al piano sicurezza, dalla scelta dei fornitori alla somministrazione.
Il messaggio è chiaro: l’intrattenimento moderno è una macchina complessa, che deve muoversi all’interno di un sistema normativo sempre più rigido.
Regole più dure e controlli più serrati
Zoccano sottolinea come, negli ultimi anni, le regole si siano progressivamente inasprite. Non si tratta di un’eccezione locale, ma di una tendenza generale che riguarda tutta l’Italia.
Piani sicurezza più articolati, controlli più frequenti, fornitori certificati e procedure standardizzate sono diventati la normalità per chi organizza eventi. Una trasformazione che incide sui costi, sui tempi e sulla struttura stessa delle manifestazioni.
Prevenire prima, spiegare dopo
Dalla diretta emerge anche una filosofia condivisa, seppur da ruoli diversi: prevenire oggi per non dover spiegare domani. Polidori richiama episodi del passato in cui risse o tensioni sono esplose improvvisamente durante eventi affollati, creando panico e rischi difficili da controllare.
Zoccano, dal canto suo, descrive un settore che ha imparato a progettare l’evento partendo dalla sicurezza, non aggiungendola alla fine.
Il costo invisibile della sicurezza
Uno degli aspetti meno visibili ma più rilevanti riguarda il “costo” della sicurezza. Non solo economico, ma organizzativo. Ogni piano sicurezza implica personale formato, strumenti adeguati, fornitori selezionati e una filiera controllata.
È un lavoro che spesso resta dietro le quinte, ma che oggi determina se un evento può svolgersi oppure no.
Il confine sottile tra festa e rischio
La diretta mette in luce anche il confine delicato tra mantenere lo spirito della festa e garantire l’incolumità pubblica. Nessuno degli interlocutori parla di eliminare il divertimento, ma tutti concordano su un punto: senza regole, il rischio è che la festa stessa venga messa in discussione.
La sicurezza, in questa prospettiva, non limita l’evento, ma lo rende possibile.
Un cambiamento che riguarda tutti
Il quadro che emerge è quello di un settore in trasformazione. Amministratori, organizzatori e pubblico sono chiamati a confrontarsi con un modello diverso, più strutturato e meno spontaneo rispetto al passato.
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