Dagli appalti pubblici ai cambiamenti climatici, ecco i temi discussi in 4. Commissione Fvg

Dagli appalti pubblici ai cambiamenti climatici, ecco i temi discussi in 4. Commissione Fvg

Appalti pubblici, accessibilità abitativa, transizione ecologica, resilienza ai cambiamenti climatici e qualità climatica degli edifici. Sono queste alcune delle direttrici su cui la IV Commissione del Consiglio regionale, guidata da Giuseppe Ghersinich (Lega), ha concentrato
il proprio lavoro nell'ambito della Sessione europea 2026 per le parti di competenza e che trasmetterà alla V Commissione, incaricata di raccogliere tutte le istanze per l'Aula. L'assessore regionale alle Infrastrutture, Cristina Amirante, ha detto del tema degli appalti e di come spetti alla Regione avere la capacità di "affiancare le stazioni appaltanti sia con strumenti pratici, sia con interventi di semplificazione". E ha affermato che è necessario "da parte dell'Ue fare una distinzione più chiara tra aiuti di Stato e interventi di edilizia sociale, che dovrebbero essere soggetti a minori vincoli, e un'applicazione più graduale degli obblighi in tema di riqualificazione energetica degli edifici". L'intervento dell'assessore alla Difesa dell'ambiente, Fabio Scocciamarro, ha indirizzato il dibattito sui temi della transizione energetica, "che deve essere pragmatica e non ideologica, con una clausola di salvaguardia per la nostra economia". Dando il via al dibattito, Serena Pellegrino (Avs) ha affermato che "in Friuli Venezia Giulia serve una legge sugli affitti brevi, finalizzata a garantire un equilibrio tra sviluppo turistico e diritto all'abitare". Per la transizione energetica, attenzione puntata sulle Comunità energetiche regionali per sollecitare l'Ue a risolvere il problema dei contributi che la Regione potrebbe dare in corso d'opera, ma che attualmente si configurano come aiuti di stato.

Per Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), l'equilibrio invece è necessario "tra gli obiettivi europei di riqualificazione energetica e la tutela del valore delle abitazioni, prevedendo tempi graduali e adeguati contributi pubblici", inoltre "si dovrebbe valorizzare il potenziale della domotica basata su sistemi open source e su una reale concorrenza negli appalti pubblici". Quanto alle grandi derivazioni idroelettriche, bisogna chiedere all'Europa più strumenti "per tutelare i territori dalla concorrenza delle grandi realtà e non lasciare le energie rinnovabili a soggetti che dimostrano di non avere responsabilità sociale". Sostenere l'immissione di alloggi in locazione all'attenzione
anche di Alberto Budai (Lega), nonché "una strategia per aiutare le imprese in una transizione ecologica che rafforzi ricerca, sviluppo tecnologico e filiere produttive interne". Garanzie per gli affitti anche per Andrea Carli (Pd), assieme al "superamento di alcuni limiti del regime europeo de minimis cherendono più difficile finanziare grandi progetti di riqualificazione urbana". Sollecitando audizioni per fare il punto sul Piano energetico regionali, ha poi sottolineato la necessità di un'interlocuzione con l'Europa sui temi legati alle energie rinnovabili, tra suolo agricolo e impianti fotovoltaici e di biometano, "che devono parlarsi e interagire, mentre manca un coordinamento a livello superiore".

"Rafforzamento dell'attrattività delle aree montane, puntando sul riuso del patrimonio edilizio esistente per contrastare lo spopolamento e su soluzioni innovative, capaci di ridurre i costi di costruzione e migliorare l'accessibilità delle abitazioni", per il dem Massimo Mentil. Secondo Giulia Massolino (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) "servono politiche più incisive per aumentare l'offerta di alloggi accessibili e garantire un diritto all'abitare più equo" e ha evidenziato l'importanza degli investimenti nel Green Deal. La consigliera ha poi sottolineato la mancanza, nel documento presentato alla Commissione, del tema dell'inquinamento da plastica: "Dovremmo chiedere all'Europa un'accelerazione sulla riduzione dei rifiuti a monte". Manuela Celotti (Pd) vorrebbe che, tra gli indirizzi del Consiglio regionale all'Ue, ci fosse anche la "revisione della normativa europea che consente di classificare sfalci e potature non come rifiuti, ma come sottoprodotti in un'ottica di economia circolare".

Si è concentrato sul tema dell'acqua, Diego Moretti (Pd), tra "resilienza idrica, contratti di fiume da semplificare, perdite della rete. Credo che su questi temi ci sia la necessità di un forte raccordo con quanto l'Ue sta già facendo, riportando i criteri delle scelte sulla pragmaticità e non solo sui principi". Affermazione, quest'ultima, condivisa da Lucia Buna (Lega), che ha concluso gli interventi suggerendo di chiedere all'Europa un sistema di premialità a vantaggio di quei Paesi che, poveri di materie prime, hanno potenziato il riciclo a costi notevoli. Secondo Buna, sarebbe necessaria anche una maggiore flessibilità nelle norme "perché i Paesi membri hanno caratteristiche diverse, non solo di tipo morfologico".