Salute, Moretuzzo (Pat-Civ): situazione grave in medio Friuli, bisogna agire
"La mancata approvazione, durante la seduta del Consiglio regionale di ieri (15 gennaio), di una norma che permetta di affidare degli incarichi a medici in pensione è un fatto grave, che aumenta la situazione di emergenza che vivono le comunità del Medio Friuli. La Giunta regionale e la Maggioranza se ne assumano la responsabilità e provvedano subito a porre rimedio". Questa la dichiarazione, in una nota, del capogruppo in Consiglio regionale di Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, Massimo Moretuzzo, che ieri ha anche interrogato l'assessore Riccardi sulla situazione dei medici di medicina generale nel Medio Friuli.
"Dopo l'errore clamoroso fatto dal Governo che non ha prorogato la norma vigente fino al 31 dicembre scorso e che permetteva di contrattualizzare medici in quiescenza, cui ora il ministro Ciriani dice di voler porre rimedio - prosegue Moretuzzo - il Centrodestra ha combinato un altro enorme sbaglio: prima l'assessore Riccardi ha annunciato sulla stampa che avrebbe presentato un emendamento alle norme in discussione ieri, peraltro con una notevole forzatura procedurale per la quale aveva chiesto e ottenuto il sostegno delle Opposizioni, poi la Maggioranza ha deciso che questa cosa non era poi così urgente e che si può anche aspettare qualche settimana. Una clamorosa smentita dell'assessore, evidentemente impallinato dalla sua stessa Maggioranza, e uno schiaffo a tutte le migliaia di persone del Medio Friuli e della Bassa Friulana che sono senza medico di base e non hanno nessuna risposta alle loro richieste".
"Dopo 8 anni di governo Fedriga - incalza ancora l'autonomista - è tempo che la Giunta si prenda le proprie responsabilità, senza scaricare su altri le colpe di un sistema che sta drenando sempre più risorse ed è lontano da risolvere criticità sempre più gravi. Nel Medio Friuli mancano almeno 3 medici di base, il 13 gennaio scorso al distretto sanitario sono dovute intervenire le Forze dell'ordine per mantenere la calma fra le persone esasperate da una situazione insostenibile, nonostante gli sforzi dell'amministrazione comunale e della dirigenza del distretto, che stanno facendo del loro meglio".
"La Casa di comunità di Codroipo non è ancora stata attivata e l'ospedale di comunità, inaugurato il 25 ottobre scorso, per ora ha visto solo il trasferimento di 20 posti della Rsa (che prima erano 24, quindi con una diminuzione di 4 unità) e non c'è ancora traccia dei 12 posti di hospice e degli 8 posti di Suap - Speciale unità assistenza protratta. Mi auguro che chi ha la responsabilità di governo metta in atto subito tutti gli strumenti a disposizione per trovare una soluzione. Da parte nostra, come abbiamo dimostrato anche in occasione della seduta d'Aula di ieri - conclude Moretuzzo -, siamo disponibili a collaborare per risolvere una situazione che non è accettabile".