Permesso di soggiorno a punti, Anna Cisint rilancia la stretta: “Chi delinque va espulso” (VIDEO)
Una vera e propria “rivoluzione” del sistema dei permessi di soggiorno. È questa la proposta rilanciata dall’europarlamentare della Lega Anna Cisint, che attraverso un intervento video ha illustrato i contenuti della nuova linea politica sul cosiddetto “permesso di soggiorno a punti”.
Nel suo intervento, Cisint parla apertamente della necessità di irrigidire le regole per gli extracomunitari che arrivano in Italia, sostenendo che il sistema attuale sarebbe troppo permissivo e poco efficace nel contrastare criminalità e mancata integrazione.
“Il permesso di soggiorno è un atto di fiducia dello Stato”, afferma l’europarlamentare, spiegando che chi delinque, spaccia o non rispetta regole e cultura italiana “deve essere rispedito a casa sua”.
“Oggi i punti vengono praticamente regalati”
Nel dettaglio, Cisint critica il funzionamento dell’attuale accordo di integrazione previsto per gli stranieri che ottengono il permesso di soggiorno.
Secondo quanto spiegato nel video, oggi un cittadino extracomunitario riceverebbe immediatamente 16 punti sui 30 necessari, mentre frequentando un corso di italiano parlato potrebbe ottenerne altri 26.
Al contrario, sostiene Cisint, una condanna superiore a tre anni di carcere comporterebbe attualmente una penalizzazione di soli 25 punti.
“È uno dei motivi per cui va rivisto tutto”, dichiara l’esponente della Lega.
La “patente a punti” proposta dalla Lega
La proposta illustrata dall’europarlamentare prevede un cambio radicale del sistema.
Tra le novità annunciate:
- niente più 16 punti assegnati automaticamente all’arrivo;
- penalizzazioni molto più pesanti in caso di reati;
- valutazione del comportamento durante tutta la durata del permesso di soggiorno e non solo nei primi due anni.
Nel pacchetto definito “anti radicalizzazione”, una condanna a più di tre anni comporterebbe un taglio di 70 punti invece degli attuali 25.
Parallelamente, il corso di lingua italiana farebbe ottenere 10 punti e non più 26.
Secondo Cisint, se il titolare del permesso dovesse scendere sotto i 15 punti “in qualsiasi momento”, scatterebbero automaticamente revoca del permesso ed espulsione.
“Chi viene in Italia deve rispettare valori e cultura”
Nel video, l’europarlamentare definisce la proposta una sorta di “vera patente a punti”, sostenendo che permetterebbe di verificare costantemente se chi arriva in Italia rispetti le regole, i valori e la cultura del Paese.
Per Cisint si tratta di “un’operazione molto urgente”, necessaria per contrastare situazioni che, secondo la Lega, rischierebbero di compromettere sicurezza e integrazione.