“Fuori Israele dalle Olimpiadi”, venerdì attesa mobilitazione lungo il percorso della fiamma olimpica

“Fuori Israele dalle Olimpiadi”, venerdì attesa mobilitazione lungo il percorso della fiamma olimpica

Un messaggio netto, senza formule morbide e senza mezzi termini: “Fuori Israele dalle Olimpiadi”. È questo lo slogan al centro dell’appello diffuso da Trieste per la Palestina, che annuncia un presidio in città con un invito esplicito alla partecipazione.

L’appuntamento indicato è per venerdì 23 alle ore 17.00 in piazza Libertà, con la richiesta di presentarsi con bandiere palestinesi e striscioni per esprimere pubblicamente la contrarietà alla partecipazione israeliana alle Olimpiadi invernali. Nel comunicato viene inoltre chiesto di sostenere l’iniziativa anche in modo diffuso, esponendo bandiere e messaggi lungo l’intero percorso del passaggio della fiamma olimpica a Trieste.

Il contenuto dell’appello: accuse e denuncia della situazione nei territori palestinesi

Nel testo diffuso, l’iniziativa viene motivata con una dura denuncia della situazione in Palestina. Si sostiene che a Gaza, negli ultimi anni, “un’intera generazione di talenti sportivi è stata cancellata”, mentre Israele viene accusato di continuare a perpetrare “genocidio, occupazione e apartheid” ai danni del popolo palestinese.

Il comunicato fa riferimento anche alla Cisgiordania occupata, descrivendo un contesto in cui “prigionia e uccisioni sono quotidiane” e dove “più di dieci mila palestinesi” sarebbero stati sfollati con la forza dalle proprie case. Viene inoltre citato un aumento degli insediamenti e degli avamposti israeliani definiti illegali, descritti come in espansione “ad un ritmo sempre più rapido”.

Il nodo politico e simbolico: “la partecipazione alle Olimpiadi nega la consapevolezza collettiva”

Uno dei punti centrali del comunicato è l’accusa che consentire a Israele di partecipare alle Olimpiadi rappresenti una forma di negazione della “consapevolezza collettiva” di quanto sta accadendo in Palestina. In questa lettura, lo sport diventa terreno di confronto politico e morale, e la richiesta di esclusione viene presentata come un atto di pressione internazionale.

Nel testo viene inoltre citato il cosiddetto “Board of Peace”, definito una “creatura dell’amministrazione Trump” e collegato, secondo quanto scritto, a un tentativo di liquidare la causa palestinese. Un passaggio che rafforza l’impostazione dell’appello: non solo protesta locale, ma collegamento con dinamiche geopolitiche più ampie.

L’invito alla cittadinanza: bandiere e messaggi lungo il percorso della fiamma olimpica

Oltre al presidio in piazza Libertà, l’appello punta a un’azione visiva e capillare: esporre bandiere palestinesi e messaggi di sostegno lungo il percorso della fiamma olimpica a Trieste.

L’obiettivo dichiarato è trasformare la giornata in un segnale diffuso, non confinato a un unico punto, ma visibile nella città. Una mobilitazione che, nelle intenzioni, vuole utilizzare un evento simbolico come il passaggio della fiamma per veicolare un messaggio politico e di solidarietà.