Natale, l'omelia di Crepaldi: «Valore della vita dal suo concepimento fino alla sua fine naturale»

Natale, l'omelia di Crepaldi: «Valore della vita dal suo concepimento fino alla sua fine naturale»

Di seguito il testo dell'omelia che l'Arcivercovo mons. Giampaolo Crepaldi ha pronunciato oggi in Cattedrale, alla Celebrazione eucaristica delle ore 10.00. Carissimi fratelli e sorelle,

  1. "E il Verbo si fece carne" (Gv 1,14): con queste poche e semplici parole, l'evangelista Giovanni ha descritto il Mistero che oggi celebriamo. Il Verbo di Dio - Dio egli stesso che "era presso Dio … tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui niente è stato fatto di ciò che esiste" (1, 1-3) - è divenuto uomo. In uno dei suoi famosi discorsi sul Natale, S. Leone Magno ha illustrato la verità del Mistero che celebriamo: "Egli si è abbassato ad assumere la nostra umile condizione senza diminuire la sua maestà. È rimasto quel che era e ha preso ciò che non era, unendo la reale natura di servo a quella natura per la quale è uguale al Padre … In questa maniera l’umiltà viene accolta dalla maestà, la debolezza dalla potenza, la mortalità dalla eternità" (Sul Natale, 2). Facendosi uomo, Gesù è divenuto Dio in mezzo a noi. Egli non parla più attraverso i profeti, ma direttamente ed immediatamente attraverso la sua stessa umanità. Dio nel suo amore è arrivato sino a noi e noi nella nostra natura siamo stati elevati fino a Dio. Siamo qui per celebrare questa incredibile benevolenza di Dio e questa nostra suprema glorificazione come persone umane.
  2. Carissimi fratelli e sorelle, chiediamoci: perché Dio ha voluto assumere la nostra umile condizione e la nostra natura umana? A rispondere è ancora l’evangelista Giovanni con queste parole: "A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali … da Dio sono stati generati" (1,12). L’incarnazione del Verbo realizza un progetto pensato fin dal principio nella mente di Dio: introdurre ciascuno di noi nella stessa vita divina; rendere ciascuno di noi partecipe della condizione divina che è propria del Figlio unigenito, che è nel seno del Padre. La felicità quindi consiste nel partecipare alla stessa vita divina. Siamo stati pensati fin dall’eternità come figli adottivi del Padre, partecipi della filiazione del Verbo. È questa la verità della nostra persona, la ragione per cui esistiamo. Il Verbo si fece carne perché noi potessimo, attraverso di Lui e in Lui, realizzarci secondo la verità del nostro essere. È questo il grande dono del Natale: ognuno di noi è posto nella stessa condizione divina del Verbo a causa del fatto che il Verbo si è posto per sempre nella nostra condizione umana. Siamo stati elevati a dignità divina: oggi "la pasta della nostra natura è interamente santificata da Cristo, primizia della creazione" (S. Giovanni Nisseno).
  3. Carissimi fratelli e sorelle, quanta luce si sprigiona dalla culla di Betlemme! Quanta luce - di grazia, di consolazione e di salvezza - ci porta il Bambino Gesù! Lasciamo allora che la luce del Natale illumini il nostro cuore e la nostra esistenza; illumini le nostre famiglie chiamate alla santità dell'amore matrimoniale, fedele e fecondo; illumini il valore incommensurabile della vita dal suo concepimento fino alla sua fine naturale; illumini i nostri governanti affinché siano capaci, con onestà e intelligenza, di custodire e coltivare il bene comune; illumini i malati e i sofferenti nel corpo e nell'anima nella loro ricerca di un senso compiuto della vita anche nel dolore e nella sventura; illumini il mondo della scuola affinché sia in grado di offrire un servizio educativo che promuova i bambini e giovani ad essere uomini e donne capaci di rendere migliore il nostro futuro; illumini il mondo del lavoro nell'impegno di garantire nuova occupazione e condizioni di equità e giustizia per tutti; illumini ognuno di noi, richiamandoci al sacrosanto dovere della solidarietà con chi è povero ed emarginato e dell'amicizia civile. A Natale ognuno di noi cessa di essere "qualcosa" e diventa "qualcuno", perché Dio si prende cura di noi: non un Dio che è una lontana causa del mondo, indifferente alla nostra sorte, ma un Dio che si è fatto uomo ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. A tutti auguro un sereno e santo Natale!