Vicesindaco Muggia: “Costi altissimi”, cosa ha insegnato l’esperienza del Palacarnevale (VIDEO)

Vicesindaco Muggia: “Costi altissimi”, cosa ha insegnato l’esperienza del Palacarnevale (VIDEO)

Nel corso della diretta serale di Trieste Cafe, il tema del Palacarnevale è tornato al centro del dibattito come esempio concreto di come, negli anni passati, la gestione della sicurezza abbia inciso in modo determinante sull’organizzazione degli eventi. L’esperienza del Palacarnevale viene richiamata non con nostalgia, ma come elemento utile per comprendere perché oggi si parli di nuovi modelli e di nuove soluzioni.

Sicurezza interna e responsabilità organizzative
Il Palacarnevale non era soltanto uno spazio di festa, ma una struttura che comportava responsabilità precise. La gestione della sicurezza interna richiedeva personale dedicato, controlli continui e un presidio costante degli accessi. Questo significava costi elevati e una complessità organizzativa che, con il passare del tempo, è diventata sempre più difficile da sostenere.

I numeri della sicurezza che pesavano sul bilancio
Durante la diretta è stato ricordato come i costi legati alla sicurezza fossero una delle voci più rilevanti. Steward, controlli, servizi igienici dedicati e personale necessario a garantire l’ordine rendevano il Palacarnevale un sistema oneroso. Un modello che, pur funzionando sul piano organizzativo, lasciava margini ridotti e richiedeva uno sforzo economico significativo.

Un equilibrio fragile tra festa e sostenibilità
Il Palacarnevale rappresentava un tentativo di concentrare il divertimento in uno spazio chiuso e controllato. Tuttavia, proprio questa scelta comportava un aumento delle responsabilità, anche di natura penale, per chi gestiva la struttura. Un equilibrio fragile, dove ogni criticità poteva trasformarsi in un problema serio sotto il profilo della sicurezza.

Le difficoltà nel trovare gestori disponibili
Nel dibattito è emerso anche un altro aspetto: la difficoltà nel trovare soggetti disposti a gestire il Palacarnevale. I costi elevati e le responsabilità legate alla sicurezza hanno reso il modello poco appetibile, al punto che, negli ultimi tentativi, non si sono registrate adesioni alla gestione della struttura. Un segnale chiaro dei limiti di quel sistema.

Dal Palacarnevale alle scelte attuali
Il richiamo al Palacarnevale serve a spiegare perché oggi si guardi a soluzioni diverse. Non si tratta di rinnegare il passato, ma di riconoscere che quel modello aveva criticità strutturali, soprattutto sul fronte dei costi e della sicurezza. L’esperienza maturata ha contribuito a orientare le scelte successive, puntando su una gestione più distribuita e sostenibile.

La sicurezza come fattore decisivo
Il tema della sicurezza emerge come elemento centrale in entrambe le fasi. Se nel Palacarnevale i costi erano concentrati in un unico spazio, oggi la sfida è garantire lo stesso livello di attenzione in contesti diversi. La lezione del passato, però, resta chiara: senza un equilibrio economico e organizzativo, nessun modello può reggere nel tempo.

Una lezione che pesa ancora nel dibattito
Il Palacarnevale viene così ricordato come un’esperienza che ha segnato profondamente il modo di pensare l’organizzazione del carnevale. I costi della sicurezza, più che un dettaglio, sono stati uno dei fattori determinanti nel superamento di quel modello, lasciando in eredità una consapevolezza che oggi guida le decisioni.

Foto Questura di Trieste

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