Congresso Simg a Trieste. Medici di famiglia, "in Fvg sanità territoriale disomogenea"
Una regione piccola, ma caratterizzata da un'organizzazione sanitaria territoriale disomogenea, con modelli assistenziali che cambiano da area ad area e il rischio di creare differenze nell'accesso alle cure. È il quadro che emerge dal Friuli Venezia Giulia secondo la Società italiana di medicina generale e delle cure primarie, che si riunirà a Trieste il 18 aprile per il congresso regionale. Attesi medici di famiglia, specialisti e rappresentanti del sistema sanitario per un aggiornamento e confronto sulle principali tematiche cliniche e organizzative della medicina generale. In Fvg, osserva la Simg, esistono aree interne e montane, come la Carnia, "dove la distanza tra gli ambulatori e la bassa densità abitativa rendono più complessa la presa in carico dei pazienti". A questo si aggiunge un quadro demografico "particolarmente impegnativo", "con circa il 27% della popolazione sopra i 65 anni. Un dato che si traduce in un aumento dei bisogni assistenziali". Accanto alle specificità geografiche, "emergono criticità legate all'organizzazione": "In Fvg esistono modelli organizzativi diversi tra territori anche vicini tra loro, con aziende sanitarie che non sempre dialogano in modo efficace - spiega il segretario regionale della Simg, Luca Maschietto - Questo rischia di tradursi in differenze nell'assistenza ai cittadini. In alcune aree, la carenza di medici ha portato alla nascita degli ambulatori sperimentali di assistenza primaria: soluzioni comprensibili in una fase emergenziale, ma che non possono sostituire il modello della medicina generale". Un altro nodo riguarda il ruolo delle Case della Comunità, che, per il presidente nazionale Simg Alessandro Rossi, "rappresentano una grande opportunità per rafforzare la sanità territoriale e migliorare l'integrazione tra i diversi livelli di assistenza, ma è fondamentale che la medicina generale sia realmente coinvolta nella progettazione e nel funzionamento". (ANSA)