Fesica Confsal in azione sull’appalto servizi nei Civici Musei di Trieste, primo presidio simbolico in Piazza Unità
Con una buona partecipazione di lavoratori e di cittadini si è svolta stamane, con un presidio in piazza dell’Unità, la prima manifestazione pubblica organizzata dalla Fesica Confsal per nuovamente sottolineare la gravità delle inique e scorrette condizioni di lavoro e di trattamento cui sono sottoposti i dipendenti privati incaricati dei servizi di assistenza al pubblico nei Civici Musei del Comune di Trieste. Servizi che, come ormai noto, sono svolti dalla Cooperativa “sociale” Cristoforo di Pontassieve (FI), dopo che questa, un anno fa circa, li ha ricevuti in affidamento dal Consorzio CNS di Bologna, effettivo vincitore della gara d’appalto. Ne è purtroppo conseguita tutta una serie di inadempienze alle norme contrattuali, inosservanze del capitolato d’appalto e scorrettezze a danno dei lavoratori, nonché violazioni di legge e attività antisindacali (motivo per cui la stessa “Cristoforo” è anche stata recentemente condannata dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Trieste con Sentenza dd. 12.2.2026).
Ma oggi in particolare i sindacalisti della Fesica Confsal, intervenuti con il Segretario regionale del Sindacato autonomo Filippo Caputo e il dirigente del settore lavoro privato Antonino Martelli (presente anche la segretaria provinciale Confsal Elisabetta Lama) hanno puntato l’indice verso il Comune – e non casualmente la manifestazione si è svolta sotto lo storico Municipio cittadino – rimarcandone l’ingiustificabile protratta inerzia rispetto alle disfunzioni e violazioni perpetrate dalla Cooperativa. E ciò sottolineando come il Comune, in quanto “stazione appaltante” abbia ogni potere di vigilanza, e ove necessario sanzionatorio, sulla conduzione dell’appalto.
“Un compito – osserva la Fesica Confsal - che il Comune - tra l’altro puntualmente informato delle diverse criticità tramite i numerosi incontri già svolti e con l’invio di una precedente ampia documentata relazione sindacale cui però l’Amministrazione non ha ritenuto finora di dare risposta alcuna - avrebbe invece tutto l’interesse, oltre che il dovere, di esercitare pienamente; e non solo per il buon andamento del servizio e a giusta tutela dei lavoratori, oltre che per il rilevante impiego di danaro pubblico, ma anche per la pubblica immagine di un “apparato culturale” che dovrebbe essere un “fiore all’occhiello” curato ai massimi livelli per fare ancor più eccellere il nostro ruolo di importante “città Turistica”. Ma l’Ente locale appare invece su questa vicenda stranamente come “disinteressato” o peggio latitante.
In proposito va ricordato che anche recentemente la Fesica Confsal ha prodotto e inviato ai vertici del Comune (Sindaco Dipiazza, Assessore alla Cultura Giorgio Rossi e Direttore generale e dell’Area Cultura Fabio Lorenzut) un nuovo corposo “dossier” giuridico di 15 pagine - curato in particolare dall’avvocato del sindacato Gianluca Teat - contenente tutte leinadempienze rilevate in capo alla Cooperativa toscana (tra le quali carenze organizzative, inadempienze riguardanti la sicurezza, gestione di emergenze e “benessere lavorativo”, mancata formazione, inadatte o insufficienti dotazioni e divise del personale, ostacoli e arbìtri praticati nella comunicazione interna, pressioni psicologiche sui dipendenti ecc.). “Dossier” che è stato anche trasmesso per conoscenza e opportuni interventi a tutti i consiglieri e assessori municipali nonché agli assessori e consiglieri regionali triestini; e che è ora in fase di invio anche all’Ispettorato del Lavoro, alla Corte dei Conti e all’Autorità Nazionale Anticorruzione per la valutazione delle eventuali responsabilità amministrative, contabili e potenzialmente penali.
Ed è proprio per richiamare il Comune a una maggior attenzione e solerzia nel riesaminare queste criticità e questa situazione non secondaria per l’immagine culturale e turistica della città intera oltre che per i destini dei lavoratori, che si è svoltol’odierno presidio.
Una “presenza” per ora inizialmente “simbolica” e “di stimolo” – nel corso della quale è stato anche esposto un grande eloquente striscione e sono stati distribuiti centinaia di volantini destando l’interesse di numerosi cittadini e di alcuni rappresentanti politici -; destinata a ripetersi, in assenza di novità da parte dell’Amministrazione, non escludendo ulteriori iniziative di protesta, stavolta davanti ai musei, e neppure, se necessario, eventuali scioperi.